lunedì, Febbraio 26, 2024
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L’attesa per la sentenza provvisoria contro le accuse di genocidio contro Israele

AGI – La Corte internazionale di giustizia dell’Aia si prepara a emettere la sentenza provvisoria sull’accusa del Sudafrica a Israele secondo cui la guerra a Gaza costituisce un genocidio contro i palestinesi: una misura di emergenza che potrebbe esporre lo Stato ebraico a sanzioni internazionali. Israele ha definito le accuse del Sudafrica false e “grossolanamente distorte” e ha affermato che sta facendo il massimo sforzo per evitare vittime civili a Gaza.

 

Prosegue intanto la trattativa per il rilascio degli ostaggi e un eventuale cessate il fuoco nella Striscia: il direttore della CIA William Burns e il capo del Mossad David Barnea incontreranno il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, per discutere del rilascio dei rimanenti 132 ostaggi presi il 7 ottobre da Hamas. All’incontro parteciperà anche il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel, ha detto una fonte. Il canale israeliano Channel 12 ha riferito che sarà presente anche il capo dello Shin Bet, Ronen Bar. Nella tarda serata di ieri il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato online la notizia di un accordo molto vicino sui principali punti della trattativa, ma la notizia non trova conferme.

 

 

Nel frattempo continuano le tensioni nel Mar Rosso: gli Stati Uniti e il Regno Unito imporranno nuove sanzioni ai leader del gruppo Houthi allineato all’Iran, che riguarderà almeno quattro figure di alto livello soggette a congelamento dei beni e divieti di viaggio, ha riferito Bloomberg News. Il bombardamento delle navi legate a Israele continuerà finché gli aiuti non raggiungeranno il popolo palestinese a Gaza, ha detto ieri il leader Houthi dello Yemen, Abdel-Malik al-Houthi, in un discorso televisivo.

 

 

Il leader del gruppo ha aggiunto che i risultati dell’ultima escalation statunitense e britannica sarebbero controproducenti e non influenzerebbero “la nostra volontà e determinazione”. Secondo l’Onu, il volume del traffico commerciale che passa attraverso il Canale di Suez è diminuito di oltre il 40% negli ultimi due mesi dopo gli attacchi degli Houthi dello Yemen. “Siamo molto preoccupati che gli attacchi alle spedizioni marittime del Mar Rosso stiano aggiungendo tensioni al commercio globale, esacerbando le perturbazioni commerciali esistenti dovute alla geopolitica e ai cambiamenti climatici”, ha detto il capo della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD),Jan Hoffman.

 

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