AGI – Almeno 16 persone sono state uccise durante una settimana di disordini in Iran, hanno dichiarato alcune associazioni per i diritti umani, mentre le proteste contro la disastrosa condizione economica si sono diffuse in tutto il Paese, scatenando violenti scontri tra manifestanti e forze di sicurezza.
Tensioni particolarmente gravi si sono verificate nel fine settimana nella città di Ilam, nel Kurdistan iraniano, dove le forze di sicurezza ieri sera hanno fatto irruzione nell’ospedale Imam Khomeini per arrestare i manifestanti feriti, come riporta Radio Farda.
L’operazione delle forze di sicurezza e la versione di Fars
L’agenzia Fars, legata ai Guardiani della Rivoluzione, ha confermato oggi “l’operazione delle forze di sicurezza”, sostenendo che i manifestanti hanno utilizzato l’ospedale come “caserma”. Fars scrive che, dopo gli scontri di sabato tra le forze di sicurezza e i manifestanti nella città di Malekshahi, nella provincia di Ilam, i feriti sono stati trasferiti all’ospedale Imam Khomeini e “le condizioni in questa struttura si sono aggravate”. L’agenzia attribuisce il “surriscaldamento” dell’atmosfera nella clinica alla presenza di manifestanti e familiari che chiedevano di salvare la vita ai feriti; si è arrivati così a “scontri che si sono estesi dall’area dell’ospedale alle strade circostanti”. L’agenzia riferisce, poi, che nell’operazione delle forze di sicurezza, “diversi manifestanti sono stati arrestati nell’ospedale e nei suoi dintorni”, aggiungendo che le condizioni dell’ospedale sono attualmente tornate “quasi alla normalità”.
Bilancio delle vittime e il precedente di Mahsa Amini
Mentre le proteste entrano nel nono giorno, il bilancio delle vittime rimane difficile da definire e verificare: secondo il gruppo per i diritti umani curdo Hengaw, finora almeno 17 persone sono state uccise; per Hrana, una rete di attivisti per i diritti umani, i morti sono almeno 16 e 582 gli arrestati. Le manifestazioni in corso sono le più significative in Iran dal 2022-2023, quando è esploso il movimento ‘Donna, vita, libertà‘, scatenato dalla morte in custodia della polizia morale della giovane curda Mahsa Amini.
Diffusione geografica e la sfida ad Ali Khamenei
Le proteste si sono svolte in 23 delle 31 province iraniane e hanno interessato, in varia misura, almeno 40 città, la maggior parte delle quali di piccole e medie dimensioni, secondo un conteggio dell’Afp basato su annunci ufficiali e resoconti dei media. Le ultime manifestazioni si sono concentrate nelle zone occidentali del Paese, con una forte presenza di minoranze curde e lor, ma non hanno ancora raggiunto la portata del movimento del 2022 e del movimento di piazza battezzato ‘Onda Verde’ seguito alle contestate elezioni presidenziali del 2009. Ciò nonostante, le tensioni rappresentano una nuova sfida per la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, al potere dal 1989, dopo la guerra di 12 giorni con Israele a giugno, che ha causato danni alle infrastrutture nucleari e l’uccisione di membri chiave dell’élite della sicurezza.



