AGI – L’inflazione legata ai costi dell’energia e la pressione globali sul rendimento dei titoli di Stato preoccupano il governo, e fanno allungare i tempi della stesura della legge di bilancio. Una idea della direzione di marcia della manovra dovrebbe essere contenuta nel Dpb, il testo approvato in Cdm va inviato alla Camera e alla Ue entro domani sera.
Intanto Confindustria annota che proprio energia, inflazione e tassi “frenano” la crescita e nel 2027 l’economia italiana “dovrebbe rallentare, a un ritmo in linea con quello osservato nel 2025”. La crescita del Pil per il prossimo anno viene stimata dello 0,6%, in rallentamento rispetto al +1% atteso per il 2026.
Il dialogo con Bruxelles sui fondi e lo slittamento dei tempi
L’esecutivo chiede alla Ue di poter utilizzare i fondi per l’energia concessi nell’ambito della flessibilità concordata – lo scostamento di bilancio da 29 miliardi per il biennio 2027-2028 (la metà per la difesa) – non solo per investimenti ma anche per aiuti alle famiglie.
“Nessuno, di fronte a uno scenario del genere, può rispondere efficacemente da solo. La risposta deve essere coordinata e rapida”, incalza la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio Ue in programma domani e venerdì. Presumibilmente in quella sede si tornerà a parlare della proposta avanzata dall’Italia e da altri Paesi, ci sarebbe un cauto ottimismo sul possibile esito della trattativa.
In attesa dell’Ecofin del 9 e 10 novembre. Così la legge di bilancio potrebbe approdare in Cdm oltre il termine del 20 ottobre fissato dalla Ue. Fonti parlamentari ipotizzano mercoledì 28 ottobre come possibile data utile, nella speranza che entro due settimane il quadro delle risorse a disposizione sia più chiaro dopo l’interlocuzione in corso con Bruxelles. Gli esponenti della maggioranza che in queste ore hanno avuto modo di scambiare delle impressioni con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riferiscono della sua preoccupazione soprattutto per la pressione sui bond, visto il peso del debito pubblico italiano e la necessità di rifinanziarlo.
Il dibattito sulle misure: Irpef, sanità e pensioni
Una delle misure chiave della manovra avrebbe dovuto essere l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro, un taglio delle tasse per il ceto medio-alto, ma la proposta negli ultimi giorni è stata congelata. Verrebbe considerata, spiegano fonti della maggioranza, di non immediatamente percepibile in busta paga, anche in vista della prossima campagna elettorale. “Sono ovviamente più che favorevole all’estensione dell’aliquota al 33% per chi ha fino a 50.000 euro di reddito. Sono tutte misure che secondo me vale la pena di approfondire. Molto dipende dalle risorse delle quali potremo disporre”, spiega la premier.
Il vice Antonio Tajani, leader di Forza Italia, interpellato dall’AGI, tira dritto sulla misura: “Continuare con il taglio dell’Irpef, noi lo vogliamo fare, io sono ottimista, poi bisogna andare avanti con misure a favore dei giovani e sulla sanità”. Forza Italia spinge per un “cashback sanitario”, ovvero sull’eventualità di recuperare in tempi ravvicinati il 19% delle somme versate per prestazioni mediche, analisi cliniche e farmaci. Mentre l’altro vice premier, Matteo Salvini, dice che la prossima manovra non sarà lacrime e sangue “quelle le lasciamo ai tristi ricordi di Monti e Fornero. Stiamo lavorando a una legge di bilancio pragmatica, coraggiosa e dalla parte di chi lavora e produce”. La Lega chiede una finestra di pensionamento anticipata a 64 anni per 180mila contribuenti del regime misto. E la flat tax fino a 100mila euro per le partite Iva.
Le reazioni dell’opposizione
Le opposizioni incalzano. Il responsabile Economia del Pd Antonio Misiani sottolinea: “La confusione che regna sulla manovra è stata fotografata anche dalle ultime ore di lavori del governo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Dpb, ma la legge di bilancio vera e propria non era pronta”. Mentre per il leader M5s Giuseppe Conte: “Ieri avete fatto scappare pure la manovra dal Consiglio dei ministri. È sparita, non si sa dov’è”.



