giovedì, Aprile 2, 2026
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Legge elettorale, maggioranza e opposizioni sempre più distanti

AGI – Nuova riunione della commissione e nuove distanze tra centrodestra e centrosinistra sulla legge elettorale. Per la maggioranza si parte dal testo depositato alla Camera, sul quale ora si aprirà il confronto con le opposizioni, senza escludere a priori possibili modifiche. È la linea del centrodestra, emersa anche oggi al termine dell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera.

Dunque, per la maggioranza resta fermo il testo già depositato alla Camera (anche se un testo base non è ancora stato votato e si sta ancora stabilendo il perimetro, con l’intenzione di allargarlo anche al tema del voto degli italiani all’estero e dei fuori sede) e da lì si avvia il confronto.

Il nodo del premio di maggioranza

Non è un testo blindato, assicura il presidente della commissione, che è anche uno dei relatori della riforma della legge elettorale, Nazario Pagano di Forza Italia, come aveva già garantito ieri il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. “C’è tutta la volontà di compartecipare con le opposizioni”, e si può discutere del “premio di maggioranza, della sua entità, del livello di sbarramento” dopo il quale scatta, ora fissato al 40%, “è una legge che comunque tiene conto delle sentenze già pubblicate in passato”. Insomma, insiste Pagano, “c’è tutta la volontà di confrontarsi, bisogna discutere gli emendamenti che verranno presentati, si può modificare ma certo la regola è che in questo momento il pallino lo ha la maggioranza di centrodestra e correttamente avanza una sua proposta, non è che sta lì ad aspettare” ma nemmeno vuole “restare ferma a una legge che è stata pensata quando c’erano il doppio dei parlamentari“.

Anche FdI ribadisce la disponibilità al confronto: si vuole “garantire la piena partecipazione attiva di tutte le componenti politiche, anche di opposizione, e una discussione senza pregiudiziali su tutte le questioni che si ritengono utili”, spiega Alessandro Urzì. Ma resta il muro delle opposizioni: “È un percorso faticoso che inizia male”, afferma il capogruppo M5s in Affari costituzionali Alfonso Colucci. “Le priorità degli italiani sono ben altre e invece la maggioranza vuole impegnare il Parlamento per mesi sulla legge elettorale, peraltro con un atto di prepotenza e arroganza“.

Il rifiuto di Avs e Pd

Avs è categorica: “Per avviare il dialogo devono ritirare il testo presentato“, dice il capogruppo in commissione Filiberto Zaratti, che insiste sul fatto che la riforma “non è una priorità“. Sulla stessa linea la capogruppo Pd Simona Bonafè: “Per noi non ci sono le condizioni. Prima di depositare la loro proposta ci doveva essere un confronto”. E la “finta apertura di Donzelli di ieri sera si è già rivelata per quello che è: un tentativo di far sembrare dialogo ciò che dialogo non è. La maggioranza non solo parte da un testo condiviso solo dai partiti di maggioranza, ma i trucchetti visti oggi in Ufficio di Presidenza confermano che non c’è nessuna apertura: si cerca di allargare la legge anche agli italiani all’estero, non per discutere, ma per inserire norme già pronte a vantaggio della maggioranza e a danno delle opposizioni“, attacca Bonafè.

Le analisi di Magi e Rosato

Sentenzia Riccardo Magi: “Finirà come la partita di ieri della Nazionale“, che è stata sconfitta e non andrà ai Mondiali. Osserva invece Ettore Rosato di Azione: “La proposta di legge elettorale della maggioranza piace molto a due persone: Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Perché consente a Meloni di pensare che la prossima volta può tornare a fare la premier, a Schlein di ambire a fare la premier”. Rosato si dice convinto che “al Pd, come anche al Movimento 5 Stelle questo modello di legge elettorale piace, ma come sempre non può dirlo e deve gridare allo scandalo per non doversi sedere al tavolo”.

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