venerdì, Agosto 28, 2026
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L’IA riconosce le gravidanze a rischio già nei primi tre mesi

AGI – L’IA entra in sala parto o, meglio, negli ambulatori di ginecologia e individua precocemente le gravidanze a rischio di complicazioni materne e neonatali.

Un nuovo studio multicentrico, basato sui dati di oltre mezzo milione di gravidanze in Svezia, Cile e Singapore, dimostra che i modelli di ‘machine learning’ che analizzano i parametri delle prime 14 settimane gestazionali superano in accuratezza i tradizionali metodi di valutazione del rischio.

Come agisce l’IA

La ricerca, pubblicata sul Journal of Medical Internet Research, ha evidenziato come l’IA sia in grado di integrare non solo l’anamnesi medica classica, ma anche fattori socio-demografici e comportamentali che spesso sfuggono ai protocolli standard, aprendo la strada a una medicina prenatale più personalizzata ed equa.

L’unica criticità del meccanismo

I risultati hanno mostrato capacità predittive nettamente superiori rispetto ai metodi attuali in Svezia e Cile e un miglioramento statisticamente significativo anche a Singapore. I ricercatori sottolineano tuttavia una criticità: non esiste un unico algoritmo valido a livello universale. Il modello cileno, ad esempio, ha mostrato una taratura meno precisa rispetto a quelli svedese e singaporiano, a dimostrazione del fatto che gli strumenti di IA devono essere calibrati e testati specificamente sulle singole popolazioni di riferimento.

“Questi algoritmi non sono stati concepiti per sostituire il personale sanitario, ma come strumenti di supporto alle decisioni cliniche“, chiariscono gli autori. L’obiettivo è consentire ai medici – attraverso questi meccanismi di IA – di identificare tempestivamente le gestanti che necessitano di un monitoraggio più stretto o di interventi precoci, migliorando i risultati di salute sia per le madri sia per i nascituri. 

 

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