AGI – Ancora scontri e scambi di accuse tra Libano e Israele: raid israeliani notturni su posizioni di Hezbollah sono costati la vita a 16 persone nel sud del Libano. L’Idf, citata dal Times of Israel, afferma di aver colpito “terroristi e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale”, aggiungendo che gli attacchi sono stati una “risposta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico” sostenuto dall’Iran. L’agenzia di stampa statale libanese afferma che almeno 16 persone sono rimaste uccise senza però fare distinzioni tra civili e miliziani. Il gruppo sciita ha rivendicato la responsabilità di attacchi contro le truppe israeliane e di aver respinto un’avanzata militare nel sud del Libano, azioni compiute “per autodifesa” e, sostiene Hezbollah, in risposta a una violazione del cessate il fuoco.
Libano, la versione di Hezbollah
I miliziani hanno avvistato un plotone corazzato e di fanteria che tentava di infiltrarsi a nord delle colline di Ali al-Taher, e per questo hanno attaccato “con diverse armi, prendendo di mira tre carri armati Merkava con missili guidati, distruggendoli e incendiandoli”, ha dichiarato il gruppo terroristico in un comunicato sul suo canale Telegram. In un secondo comunicato, che fa riferimento al primo, Hezbollah afferma di aver “respinto” le truppe che tentavano di infiltrarsi attraverso “una via nascosta”, mentre una seconda forza israeliana “ha cercato di avanzare per recuperare i morti e i feriti in una fitta coltre di fumo, lanciando simultaneamente decine di razzi illuminanti nella zona”. Ciò ha spinto i combattenti ad attaccare nuovamente “con una raffica di razzi e colpi di mortaio”, sostiene il comunicato, che non specificava il numero di vittime israeliane.



