sabato, Giugno 13, 2026
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Ligabue all’Olimpico di Roma canta ancora contro le guerre

AGI – Riparte dagli stadi il giro trionfale di Luciano Ligabue per il trentennale di “Certe Notti” con il tour “La notte di certe notti“. Dopo la data zero di Bibione, Roma ha accolto la prima notte 2026 con gli oltre 50 mila fan dell’Olimpico di Roma accorsi ad applaudire Luciano Ligabue. Il Liga ha iniziato subito col botto, con la celebre “Balliamo sul mondo” che ha praticamente costretto i fan a scattare immediatamente tutti in piedi per ballare.

Una scaletta ricca a “blocchi” di hit dei vari album, come aveva spiegato in conferenza stampa l’artista poche ore prima, aperta dal primo successo “Balliamo sul mondo” per chiudersi sulle note di “Certe Notti” che dà il nome al tour e di cui ricorrono 30 anni dalla composizione.

I messaggi contro la guerra e la scenografia virtuale

Immancabile uno dei suoi pezzi più iconici e attuale: “Il mio nome è mai più“, manifesto contro la guerra. Un brano purtroppo sempre attuale: “Proprio mentre stavo registrando ‘Miss Mondo’, era il periodo della guerra particolarmente cruenta nella ex Jugoslavia, io e altri miei due amici abbiamo scritto una canzone che valeva allora tanto quanto vale oggi, oggi forse ancora di più, e che fa così”, ha detto Ligabue.

E sui grandi schermi allestiti all’Olimpico, sono comparse le scritte con su scritto: basta con il massacro a Gaza, basta con il massacro in Ucraina, basta con i massacri in Sudan, basta con i 56 massacri nel mondo. Insegne stile Las Vegas dominano la scenografia. C’è spazio sul brano Happy Hour, sull’intro al piano di Luciano Luisi, per immagini che mostrano una navicella spaziale con uno “space cocktail bar” in cui si vedono una serie di personaggi brindare tra loro: politici e uomini di potere vestiti da astronauti, protagonisti del panorama geopolitico attuale ricreati con l’intelligenza artificiale. Brindano personaggi come Trump, Putin, Von der Leyen, Draghi, Xi Jonping, Erdogan. Spazio anche al tema violenza sulle donne con il brano “Nessuno è di qualcuno”.

 

 

La band storica e i ricordi della Capitale

Sul palco con Ligabue, i suoi musicisti, i suoi chitarristi avuti in oltre 30 anni di carriera e poi suo figlio, Lenny, impegnato alla batteria. Ligabue ha scelto Roma per il via al tour dopo la data zero di Bibione, ed è apparso in gran forma.

“Ho scelto la Capitale – ha detto ai giornalisti – perché ho ricordi precisi: abbiamo fatto la curva la prima volta con grande entusiasmo e poi perché qui, mi fecero uno scherzo in cui portarono la piattaforma su cui suonavo a dieci metri a mia insaputa e se fossi caduto sarei diventato una leggenda”. Pochi dialoghi con il pubblico, tutto lo spazio possibile per la musica.

Le prossime tappe del tour 2026

Il tour proseguirà mercoledì 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino, sabato 20 giugno (a un anno esatto da Campovolo 2025) allo Stadio San Siro di Milano, e a settembre e ottobre con alte date. Ad accompagnare Luciano Ligabue ci saranno tutti i chitarristi che hanno suonato con lui nel corso della sua carriera, Fede Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Mel Previte (chitarra) e Niccolò Bossini (chitarra), insieme a Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso) e Lenny Ligabue (batteria).  

 

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