AGI – La base aerea Re Fahd di Taif in Arabia dove è stato colpito un caccia italiano si trova a 70 chilometri dalla città santa della Mecca, nell’ovest dell’Arabia Saudita. La base ha due piste e ospita militari sauditi e stranieri, anche americani, e caccia Eurofighter Typhoon, F-15 ed elicotteri di supporto.
La base aerea in Arabia nel mirino degli Houthi
Come tutta la regione della Mecca, la base è finita nel mirino negli ultimi giorni di attacchi dei ribelli Houthi dallo Yemen. La presenza militare italiana è di vecchia data e rientra nell’operazione ‘Inherent Resolve‘ che dal 2014 vede l’Italia far parte della Coalizione internazionale contro i terroristi del Daesh in Iraq e Siria.
La missione dei militari italiani
Dalla seconda metà di marzo, a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner della regione, la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell’Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.
La Task Force Air–Arabia, comandata dal primo settembre dal colonnello Simone Agostino Rocca, concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area.
Trecento soldati schierati in Arabia Saudita e Kuwait
Il contingente italiano è costituito da circa 300 militari dell’Aeronautica Militare, schierati in Arabia Saudita e Kuwait. La Task Force dispone di quattro velivoli Eurofighter F-2000A, uno dei quali è stato colpito a Taif, di un velivolo E-550A CAEW con sistema multi-sensore per l’allarme precoce, di un C-130J/KC-130J impiegato per missioni di trasporto tattico e supporto alle attività operative.
A marzo un drone iraniano aveva distrutto un drone italiano Reaper MQ-9A di produzione americana in un hangar della base di Ali Al Salem, in Kuwait.



