AGI – Una nave non ancora specificata è stata colpita nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce lo United Kingdom Maritime Trade Operations, che non riporta al momento danni o impatti ambientali.
Teheran risponde a Trump, dialogo solo se soddisfatte nostre condizioni
Intanto, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ieri ha aperto a un possibile negoziato, Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha avvertito gli Stati Uniti che il dialogo non riprenderà finché non saranno soddisfatte le condizioni di Teheran. “Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna ‘nessun dialogo’ e ‘siamo pronti a parlare’ con l’Iran”, ha scritto Rezaei su X, “nessun dialogo finche’ non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran. Punto!”.
Teheran chiede a Washington di porre fine in modo definitivo alla guerra e a ogni aggressione contro la Repubblica Islamica e i suoi alleati nella regione, incluso Hezbollah in Libano. Il governo iraniano chiede inoltre la revoca del blocco imposto ai suoi porti, un risarcimento completo per i danni di guerra, la revoca delle sanzioni contro la sua economia e lo sblocco incondizionato dei suoi beni congelati all’estero.
Domani Araghci a Pechino
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si recherà a Pechino per incontrare il suo omologo Wang Yi; lo ha annunciato il ministero degli Esteri cinese. I due – che si erano già incontrati a margine della conferenza dei BRICS a Delhi la scorsa settimana – terranno colloqui domani, ha riferito il ministero, mentre Pechino cerca di mediare nel conflitto in corso da mesi tra l’Iran e gli Stati Uniti.
Pasdaran, 3 scenari; pace, cessate fuoco e guerra totale
Lo Stato Maggiore delle Forze armate iraniane ha emanato una direttiva nazionale sulla difesa passiva, che stabilisce le misure preparatorie per tre possibili scenari: la fine della guerra, un cessate il fuoco e una guerra su larga scala. Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Anadolu che cita gli iraniani di Fars. Il generale maggiore Ali Abdollahi, capo di Stato maggiore delle Forze armate iraniane e presidente del Comitato permanente per la Difesa passiva del Paese, ha emanato una direttiva articolata in 10 punti in vista delle iniziative per la Giornata della Difesa passiva 2026. Nello scenario di una guerra su larga scala, grandi assembramenti ed eventi in presenza verrebbero sospesi. Le attività si concentrerebbero invece sulla preparazione operativa, sulla continuità dei servizi essenziali, sulla gestione delle risorse, sull’assistenza alla popolazione e sul coordinamento tra le autorità e gli organismi competenti.
Nel caso di un cessate il fuoco senza una definitiva cessazione delle ostilita’, la direttiva pone l’accento sulla preparazione della popolazione, sulla vigilanza contro le minacce della guerra ibrida e sulla sicurezza delle informazioni. Nello scenario di una conclusione della guerra, invece, è prevista la piena attuazione delle esercitazioni, delle attivita’ di addestramento e dei programmi pubblici gia’ pianificati. La direttiva prevede inoltre l’aggiornamento dei piani operativi sulla base delle esperienze maturate durante quelle che Teheran definisce la “seconda e terza guerra imposta” contro l’Iran. Negli anni precedenti l’Iran aveva gia’ emanato direttive analoghe in occasione delle celebrazioni annuali della Difesa passiva, comprese istruzioni in 10 punti nel 2024 e nel 2025, incentrate sulla preparazione della popolazione e sulla protezione delle infrastrutture critiche. L’ultima direttiva, tuttavia, arriva nel pieno dell’attuale conflitto con gli Stati Uniti e stabilisce esplicitamente misure per tre diversi scenari di guerra. Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi su larga scala contro l’Iran il 28 febbraio, prendendo di mira edifici governativi, installazioni militari, infrastrutture missilistiche e sistemi di difesa aerea. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici e con droni contro Israele e contro basi statunitensi dislocate nella regione. Da allora il conflitto si è esteso ad altre aree del Medio Oriente, mentre gli sforzi diplomatici hanno cercato di porre fine alle ostilita’. Prima dell’attuale conflitto, Iran e Israele avevano gia’ combattuto una guerra durata 12 giorni nel giugno 2025, conclusasi con un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.



