lunedì, Gennaio 5, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Maduro augura buon anno con le manette ai polsi. Il video

AGI – Almeno tre cambi d’abito, si fa per dire. Nicolas Maduro è pur sempre un capo di Stato cui non è stata aggiunta l’etichetta di dittatore. Non ha subito il linciaggio di Gheddafi, né l’umiliazione di un rifugio, inutile, nella buca di un anonimo villaggio, per tentare di sfuggire alla cattura come Saddam Hussein.

Ma al presidente deposto del Venezuela è toccato quel che i predecessori scamparono, nei limiti concessi da un’epoca meno tecnologica. La passerella social, con le ciabatte e i calzini bianchi, il passo claudicante, una felpa rimediata chissà come per sostituire la tuta grigia indossata in aereo, dopo il pigiama chiaro con cui è stato prelevato dalla sua confortevole camera da letto di Caracas.

 

 

La “passeggiata” dalla scaletta con le manette ai polsi

E sfila così dalla scaletta dell’aereo che lo ha portato negli Stati Uniti, manette ai polsi e un cappuccio tirato su, mentre in aereo aveva occhiali scuri e cuffie. Intorno a lui una schiera di agenti della FBI che indossano giubbotti distintivi e procedono in schieramento aperto. Maduro è sostenuto sottobraccio da un agente, che guida quei passi incerti di un uomo che si guarda intorno, un po’ disorientato, che cerca comunque di mostrarsi sicuro e spavaldo.

Ogni tanto un lampo di fotocamera, uno smartphone segue e documenta tutti i suoi passi, fino al corridoio del “DEA NYD” dove sfila su un tappeto blu per arrivare a uno stanzone dove verrà posizionata una sedia al centro per la photo opportunity. Il contesto è sicuramente ufficiale, ma non ci sono capi di Stato o di Governo a stringergli la mano. Circondato dagli agenti Fbi, alza i pollici, augura buon anno a qualcuno che la fotocamera non inquadra. Il leader deposto sa già che lo attendono un carcere e un giudice. Per la Casa Bianca è già “il colpevole” che “ha camminato”, come scrive l’account ufficiale per annunciare l’arrivo del presidente venezuelano appena catturato.

 

 

L’unico “sconto” concesso è un riguardo alla moglie. Cilia Flores dal 2013 accompagna suo marito nel ruolo di primo piano. Ma in questo caso le è stata risparmiata l’esposizione mediatica. Non si hanno foto e immagini della sua cattura e del suo trasferimento. Ma si sa che occuperà una cella del carcere di Brooklyn, dove ci sarà anche il marito. E non sarà un soggiorno facile.

Le condizioni del carcere di Brooklyn

L’MDC di Brooklyn è noto per le sue condizioni degradate, per la violenza dei detenuti che i pochi agenti in servizio non riescono a contenere. Nello stesso penitenziario sono stati detenuti il cantante R. Kelly, “Pharma Bro” Martin Shkreli, la ex compagna di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, l’ex mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried e il magnate della musica Sean “Diddy” Combs. Anche il presunto leader del cartello Ismael “El Mayo” Zambada Garcia è stato detenuto all’MCD in attesa del processo per omicidio e traffico di droga.

Violenza e incidenti all’MDC

Le condizioni del carcere sono molto violente: un detenuto è stato accoltellato a morte nel giugno 2024 e un altro è morto in una rissa un mese dopo. Un’interruzione di corrente nel 2019 ha lasciato i prigionieri nell’oscurità quasi totale con temperature rigide per una settimana. L’MDC è l’unico centro di correzione federale in servizio a New York City dopo la chiusura del complesso di Manhattan in seguito alla morte per suicidio del finanziere multimilionario e accusato di traffico sessuale Jeffrey Epstein nel 2019.

 

 

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO