sabato, Aprile 13, 2024
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MARK DARREN: IL DIARIO DI UNA VITA

Uno dei casi letterari più importanti degli ultimi anni è stato Dal Diario Di Un Ragazzo Omosessuale di Mark Darren, un libro che apre una finestra sul mondo allo stesso tempo personale e collettiva

“Questo che avete in mano non è un libro, quindi non aspettatevi un mattone. Non ho mai voluto scriverne uno e porto avanti la mia idea. È un diario, una vita, un racconto, è una parte di me che spero diventi anche una parte di voi. Un “non siamo soli” gridato su delle pagine bianche macchiate di inchiostro.”

Queste le prime righe di “Dal diario di un ragazzo omosessuale”, di Mark Darren, all’anagrafe Marco Pisaturo. Nato il 2 Febbraio 1993 in un piccolo paesino in provincia di Caserta, nel libro racconta dei suoi 19 anni, età in cui ha iniziato a capire “quello che la vita gli aveva messo davanti fin da subito, ma che per ostinazione e cecità mentale non aveva visto.”
È gay, e questo cambia tutto: la sua vita, la sua casa, i suoi luoghi sicuri, il SUO mondo. Da quel momento la vita lo spinge a fare i conti con sé stesso, a lottare per sopravvivere, ad aggrapparsi ad ogni spiraglio di luce che vede con tutte le sue forze per non lasciarsi andare. E quando tutto sembra perduto solo una cosa lo salva davvero: scrivere.

Mark, come nasce Dal Diario Di Un Ragazzo Omosessuale?
“Dal diario di un ragazzo omosessuale” nasce da un’esigenza, quella di sentirmi meno solo. In principio questo libro, che in realtà io non ho mai considerato tale, era una pagina facebook che raccoglieva più di 10 mila persone da tutta Italia, un luogo virtuale dove ci confrontavamo e raccontavamo dei nostri trascorsi, dolori, le nostre storie, come l’essere omosessuale avesse in un certo senso stravolto la nostra vita; perché, parliamoci chiaro, all’epoca, e parlo del 2012, ma ancora oggi, questa tematica era un po’ un tabù, e si faticava a parlarne anche con amici e parenti. C’erano ragazzi che avevano problemi persino a parlarne a sé stessi. Alla fine io scelsi di raccontare la mia storia, per dimostrare che nessuno di noi era solo e che in fondo eravamo tutti sulla stessa barca e insieme potevamo vincere la battaglia.

Pensi che il web sia uno strumento di connessione ancora oggi per la comunità LGBTQ+?
Penso che il web sia di grande aiuto, ma anche un grande male se non utilizzato nel giusto modo. Troppo spesso sentiamo parlare di cyberbullismo, che nei confronti della comunità LGBTQ+ è come piantarci sopra una enorme lente di ingrandimento. Però come dicevo, il web non è soltanto il male, ma offre anche un punto di incontro, per uscire da quelle realtà in cui oggi purtroppo ci ritroviamo ad essere bloccati.

Cosa significa secondo te essere gay oggi, e quali gli ostacoli ancora presenti?
Essere gay oggi significa troppe cose per ridurlo ad una sola affermazione: viene spesso frainteso, altre volte incoraggiato fino alla nausea, altre ancora etichettato, o bullizzato… interagire con questa nuova realtà che sta sempre più prendendo piede nel mondo è difficile e lo comprendo, ma è tempo di capire che il mondo cambia e bisogna adattarsi se non si vuole restare indietro. Non c’è un modo giusto o uno sbagliato di approcciarsi a certe cose, basta smettere di avere pregiudizi e aprirsi un po’ di più, e il resto verrà da sé.

Oggi si parla molto di inclusività, talvolta forse anche eccessivamente. Qual è il tuo parere a riguardo?
Penso che noi della comunità LGBT+ abbiamo bisogno di questa inclusività, vedo famiglie a cui viene negata genitorialità, matrimonio ecc… stiamo rasentando la pazzia, è inaccettabile che nel ventunesimo secolo si ricorra ancora a certi “medievalismi”. Bisognerebbe insegnare ai giovani ad accettare il diverso, istituire nuove forme di insegnamento orientate a conoscere ciò che non conosciamo… non rendere il “diverso” qualcosa di eretico, perché la caccia alle Streghe è finita da un po’! Impariamo dai nostri errori, invece che ripeterli.

Perché consiglieresti di leggere il tuo Diario?
Perché non parla solo di me… ma abbraccia varie tematiche e persone. Quando ho iniziato a scriverlo ero molto immaturo e all’inizio del mio primo libro si nota molto questo, sia nel modo di scrivere che di pensare. Poi sono cresciuto e ho avuto modo di coinvolgere e “abbracciare” tante persone, anche grazie alla mia pagina Facebook, prima che la perdessi. Poter aiutare gli altri è il mio più grande desiderio. Il mio profilo Instagram è attivo proprio per questo. Chiunque può chiedere aiuto. La comunità Lgbtq+ non deve mai sentirsi sola, al di là di me, perché ci sono associazioni che sostengono i ragazzi gay, e sono tanti i modi per chiedere aiuto. Perché se si ha una brutta situazione alle spalle bisogna CHIEDERE AIUTO, sempre. Ragazzi, non siete soli, proviamo tutti le stesse cose, teniamoci per mano.

Il tuo Dal Diario Di Un Ragazzo Omosessuale avrà degli altri capitoli?
La risposta a questa domanda è… non lo so. Per ora sto scrivendo uno spinoff intitolato Terzo Cuore, che parlerà di una mia relazione tossica, di come l’ho vissuta e di come ne sono uscito, di come a volte per poter salvare entrambi non ci resta che lasciare andare. Il libro è in fase di stesura, spero di farlo uscire per il prossimo anno. Per quanto riguarda altri seguiti… dipende dalla mia vita, e da cosa mi riserverà.

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