AGI – “In questo salone 8 o 9 anni fa uno studente mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere, io gli ho risposto che il potere può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio, ma ci sono due antidoti: uno è istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni tra i vari organi costituzionali, il secondo è la coscienza personale, individuale e un’alta capacità di autoironia è preziosa”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale una delegazione di studentesse e studenti delle scuole di giornalismo. “Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero uso, anche in piccole dosi, il mondo ne trarrebbe giovamento e loro eviterebbero difficoltà e motivi di imbarazzo”.
Ai ragazzi il Capo dello Stato ha ricordato che “una informazione libera e indipendente è premessa di democrazia. Questi vostri orizzonti suggeriscono qualche riflessione. Nei secoli passati” questo mestiere “aveva una accezione romantica e avventurosa. In questo nostro tempo molto è cambiato. Repubblica e Costituzione ci offrono due elementi: libertà e responsabilità. L’autonomia di pensiero nell’elaborazione delle notizie a cui si lavora e la deontologia. Il diritto di cronaca ha per oggetto gli atti e i fatti, e il diritto di narrare ciò che avviene per fare conoscere obiettivamente i fatti“, ha spiegato ancora Mattarella.
Il ruolo del giornalista nella ricerca della verità
“State approfondendo il rapporto tra verità e professione giornalista – ha poi sottolineato il presidente della Repubblica -. La domanda di verità rischia oggi di inciampare in risposte fuorvianti in un mondo di tecnologie che assottigliano i confini tra vero, verosimile e falso. Rimarcare quei confini è compito del giornalista“.



