giovedì, Aprile 9, 2026
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Meloni alla Camera: “Nessun rimpasto. Completeremo la legislatura. Il No al referendum ci …

AGI –  “Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato”. Lo dice la premier Giorgia Meloni nell’informativa alla Camera. “Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni, ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”.

L’informativa della premier nell’aula di Montecitorio è iniziata questa mattina alle nove. Il tempo totale previsto è di circa due ore e mezza. Dopo l’intervento della premier, prenderanno infatti la parola i rappresentanti di tutti i gruppi (10 minuti a intervento), in ordine decrescente rispetto alla consistenza numerica. Trattandosi di un’informativa non sono previste le repliche di Meloni nè un voto sulle risoluzioni. Alle 13 la premier svolgerà l’informativa al Senato. 

Pienone nei banchi del governo per l’informativa di Meloni 

Banchi del governo pieni nell’Aula della Camera per l’informativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La squadra di governo è al gran completo: accanto a Meloni siedono i due vicepremier, alla sua destra Antonio Tajani e alla sinistra Matteo Salvini. A loro la premier rivolge un ringraziamento, dicendosi “orgogliosa” di averli al suo fianco.
Presenti tra gli altri i ministri della Cultura Alessandro Giuli, degli Affari europei Tommaso Foti, dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dell’Interno Matteo Piantedosi, della Difesa Guido Crosetto e della Giustizia Carlo Nordio. Presenti anche Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, Anna Maria Bernini, Luca Ciriani, Alessandra Locatelli, Paolo Zangrillo, Andrea Abodi, Orazio Schillaci.

Meloni: “Non scapperemo. Governeremo per cinque anni” 

E’ la prima volta che la presidente del Consiglio parla di politica interna dopo la vittoria del No al referendum sulla riforma della Giustizia. 

Le dimissioni? “Sarebbe convenuto sul piano tattico” ma “noi ci siamo presi l’impegno per governare per cinque anni, gli italiani sappiano che il governo c’è, determinato a fare del suo meglio fino all’ultimo giorno del suo mandato. Non scapperemo, non indietreggeremo, governeremo come fanno le persone serie”, ha aggiunto Meloni che poi si rivolge alle opposizioni: “Vi sfido a un dibattito nel merito, nel merito” delle questioni sul tavolo. “Gli italiani hanno il diritto di conoscere le proposte in campo”. 

“Abituata a metterci la faccia” 

“Ho molti difetti ma non uno, non sono una persona abituata a scappare. Non scappo dalle missioni sconsigliabili, non scappo davanti ai problemi, non scappo dalle responsabilità, sono abituata a metterci la faccia”. 

Meloni, sul referendum abbiamo la coscienza a posto 

Sul referendum “la nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto. Come moltissime altre cose, lo avevamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo. Perché è questo il modo in cui concepiamo la politica”, rivendica Meloni. “Onorare il significato profondo della parola “responsabilità”. “Responsabilità” deriva dal verbo “respondeo”, che origina, a sua volta, da “spondeo”, ovvero “l’atto solenne del promettere e del garantire”. Responsabilità significa, dunque, rispondere agli altri, non a sé stessi, e men che meno alla propria convenienza. Non mi stupisce che, in materia di riforma della giustizia, molti chiedessero ‘siete sicuri che vi convenga‘? Perché questa è purtroppo una nazione che rischia di abituarsi a una politica che non ama rischiare, che preferisce sopravvivere piuttosto che incidere, compiacere piuttosto che assumersi la responsabilità di cambiare davvero le cose. In questo è possibile che noi rappresentiamo un’anomalia, ma siamo fieri di rappresentare quella anomalia”. 

“Un Sì ti conferma ma un No ti riaccende” 

In un altro passaggio dell’informativa, Meloni ritorna sul voto referendario.  E rilancia: “Un Sì ti conferma ma un No ti riaccende“. Vogliamo continuare a costruire questa Italia con abnegazione, determinazione, e con umiltà, perché il voto del referendum contiene anche un segnale che non intendiamo ignorare, ma piuttosto utilizzare in positivo. Perché, colleghi, un ‘sì’ ti conferma, ma un ‘no’ ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere, di rimettere tutto in discussione. E alla fine di quella riflessione, se sei una persona abituata a guadagnarsi le cose sul campo, capisci una cosa semplice e potentissima: che il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta“.

I passi indietro chiesti nell’interesse della nazione 

La premier affronta anche il ‘capitolo’ dimissioni dei rappresentanti del governo che hanno recentemente rinunciato al loro incarico. “Nei giorni scorsi  – spiega – ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito. Perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di Governo, e che finiscono per oscurarla. Che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti.  Sgomberato il campo, colleghi, vi sfido sulla politica, sulla vera politica”. 

 Meloni, se la crisi energetica peggiora sospendere il patto di stabilità

Di fronte al rischio dello choc energetico “è preciso dovere del presidente del Consiglio fare tutto il possibile per assicurare ai cittadini energia sufficiente” a prezzi contenuti, sottolinea per poi aggiungere che qualora la crisi dei prezzi energetici dovesse subire un’ulteriore escalation a causa del conflitto in Medio Oriente, l’Europa dovrebbe intervenire, “non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla sospensione del patto di stabilità e crescita”, non si tratterebbe “di una deroga ma di un provvedimento generalizzato come ai tempi del Covid”. 

Meloni si ‘appropria’ del testardamente unitari di Schlein 

Giorgia Meloni ‘cita’ Elly Schlein. Parlando alla Camera del rapporto fra Stati Uniti ed Europa e della necessità di mantenere unito l’Occidente, la premier afferma: “Mi verrebbe da dire, prendendo in prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo”. Subito dopo, Meloni aggiunge: “Siamo testardamente occidentali, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E senza unità tutti saremmo più deboli”. 

Meloni, in Iran vicini a un passo dal punto di non ritorno 

La premier, nella sua informativa, parla a tutto campo alternando temi di politica interna a considerazioni sulle crisi internazionali, in particolare sulla guerra in Iran.  Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. “Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione”, osserva. Dopo la tregua di due settimane “ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare – l’auspicio di Meloni – i punti generali dell’accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l’Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno. Allo stesso modo, condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco”.  “Cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano; rinuncia dell’Iran al proprio programma nucleare e alla costante minaccia nei confronti dei vicini regionali e oltre; pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore”.

“Togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi” 

La premier Giorgia Meloni garantisce che proseguirà l’iter della proposta di legge per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi, “tanto per rispondere col sorriso e con i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce teoremi su una mia presunta vicinanza con la mafia tirando in ballo un padre morto che non vedo da quando avevo 11 anni”, scandisce in Aula 

Poi un netto messaggio ai partiti delle minoranze: “Combatto la mafia fin da ragazzina e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro”. Così la premier Giorgia Meloni nella sua informativa alla Camera. “Non accetto lezioni”. 

L’Antimafia si occupi di infiltrazioni nei partiti anche in FdI 

“Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro delle commissioni” ma “mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare Antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema“, scandisce in Aula. 

“Da qui a fine legislatura faremo di più e meglio” 

Al termine del suo discorso di circa un’ora Meloni rilancia l’azione di governo. In questo scorcio di legislatura “faremo di più e meglio, non siamo abituati alla rassegnazione e a gettare la spugna. La nostra direzione è difendere gli interessi dello Stato italiano e dare risposte. Renderemo questa nazione più giusta e più libera”. 

“Il governo c’è e continuerà a fare la sua parte“, al termine della legislatura “non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del popolo sovrano”, conclude la premier. 

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