venerdì, Ottobre 2, 2026
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Meloni scrive a von der Leyen: “Serve più flessibilità”. La replica della Ue: “Già concessa”

AGI – L’Italia chiede maggiore flessibilità alla Ue in materia di spese per l’energia, visti i due conflitti di portata globale in corso, con ripercussioni dirette sulla corsa dell’inflazione, che a settembre è balzata a +4,2%. La premier Giorgia Meloni ha scritto alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen puntando il tasto sulla rigidità delle regole di bilancio Ue, in un contesto caratterizzato dalla necessità di sostenere famiglie e imprese contro il caro prezzi, chiedendo di discuterne una possibile revisione già all’Ecofin in programma la prossima settimana. Un dato evidenziato dal governo: la spesa influenzata dall’inflazione equivale al 20,4% del Pil.

Documento Programmatico e Scostamento di Bilancio

Intanto domani in Cdm è atteso il Documento programmatico di finanza pubblica, che fornirà l’aggiornamento delle stime sulla crescita, con l’ipotesi di fissare il Pil a +1%, e fisserà la cornice della prossima manovra. A Palazzo Chigi è attesa anche la relazione, in corso di realizzazione, sulla eventuale richiesta di scostamento di bilancio concessa dalla Ue nei prossimi mesi proprio in materia di energia e difesa. L’Italia, a quanto viene riferito, potrebbe avviare uno scostamento per una cifra inferiore ai 36 miliardi massimi a disposizione, con una modulazione che dividerebbe i fondi per metà su ciascuna delle due voci di spesa.

Le Parole della Premier e la Risposta di Bruxelles

“I percorsi concordati di spesa nell’ambito del quadro fiscale europeo lasciano un margine limitato per alleviare l’impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure di contenimento in un momento di significativi rischi al ribasso per l’economia”, annota Meloni nella lettera ai vertici della Ue. La premier sottolinea: “Dovremmo comunque cercare modi per utilizzare almeno una parte delle entrate extra per attenuare l’aumento dei costi energetici in modo temporaneo e mirato”. Meloni si dice consapevole “del rischio che comporta la modifica delle norme di bilancio”, volte “al raggiungimento di un obiettivo che tutti condividiamo: la sostenibilità del debito”. Ma ritiene anche che il quadro di bilancio “lasci alla Commissione europea il margine necessario per tenere conto dei fattori rilevanti” esposti nella sua missiva. La replica di Bruxelles era arrivata tramite un portavoce prima dell’invio della lettera, annunciata ieri: “Abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri”. La discussione proseguirà la prossima settimana nel vertice in Lussemburgo.

Vertice di Maggioranza e Posizione del MEF

La premier intanto ha riunito i leader di maggioranza – Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi – per un vertice assieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista del Dpfp e della prossima manovra. L’obiettivo prioritario in vista della legge di bilancio, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, è “contenere l’impatto dell’aumento dei costi su famiglie e imprese, sostenendo al contempo la competitività del sistema produttivo”. L’ultima legge di bilancio della legislatura “sarà una manovra seria”, rivendica Giorgetti. Ma la strada per arrivare alla stesura del testo è in salita, tra risorse limitate e vincoli di spesa. In materia di flessibilità, ragiona il titolare del Mef, “il sentiero della spesa è un sentiero di spesa nominale che noi stiamo rispettando. Siamo tra i più bravi. Però il problema è che il sentiero della spesa nominale contiene un tasso di inflazione programmato all’epoca dalla Commissione Ue che era evidentemente molto inferiore rispetto a quello che si è verificato. È chiaro che” così “il sentiero di spesa diventa difficile da mantenere, ma non solo per noi, per tutti”.

Misure della Manovra e Rassicurazioni sui Conti

Il leader della Lega Matteo Salvini ribadisce: “Quando parlo di scostamento non lo faccio per scassare i conti pubblici. Con l’inflazione in rialzo devi fare una manovra importante e coraggiosa”. L’obiettivo principale del governo per la prossima manovra resta il taglio delle tasse per il ceto medio con l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60 mila euro. E poi un meccanismo simile alla flat tax al 5% sui salari degli under 35 per farne crescere le buste paga. Intanto il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo apre anche alla presenza di Ecobonus per cappotti termici e pannelli solari. Hanno fatto discutere in giornata alcune sue affermazioni in materia di debito pubblico, con una successiva precisazione. “I conti pubblici italiani si trovano in una situazione di forte solidità, risultato del lavoro portato avanti in questi anni con prudenza, equilibrio e responsabilità. Siamo assolutamente lontani anni luce da una situazione paragonabile alla crisi vissuta dalla Grecia diversi anni fa”, specifica Leo.

 

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