martedì, Aprile 14, 2026
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Meloni: “Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo sulla difesa con Israele”. Tel Aviv: “…

AGI – “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele“. Lo annuncia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando a margine della sua visita al Vinitaly di Verona. La sospensione è stata comunicata con una lettera del ministro della Difesa Guido Crosetto all’omologo israeliano Israel Katz.  

Tel Aviv minimizza

l ministero degli Esteri israeliano ha minimizzato la portata della decisione del governo italiano. “Non abbiamo un accordo di sicurezza con l’Italia, abbiamo un protocollo d’intesa di molti anni fa che non ha mai avuto contenuti reali“, ha chiarito il ministero degli Esteri citato da Ynet. Dunque la decisione italiana, “non danneggerà la sicurezza di Israele”, ha assicurato. Altre fonti hanno chiarito i contorni del documento. “Questo non è un accordo di sicurezza, ma un memorandum d’intesa”, hanno spiegato, che “non ha alcun contenuto reale e dunque non c’è alcuna ripercussione pratica della decisione” italiana. 

Meloni: “La sospensione del Patto di stabilità potrebbe aiutare”

La premier poi ribadisce la posizione del governo da giorni “in pressing” su Bruxelles per allentare i vincoli dell’economia in un contesto di crisi globale. Una eventuale sospensione del Patto di stabilità “potrebbe aiutare, certamente. Chiaramente bisogna vedere come va nei prossimi giorni, ma penso che l’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi. Penso che farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi troppo tardi”, sottolinea Meloni. “Una sospensione del Patto di stabilità, non è una misura che può essere fatta verso il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata”.

“Usa alleati strategici ma quando non siamo d’accordo lo diciamo” 

Il rapporto tra l’Italia e gli Usa “non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici, e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non sei d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno”, precisa la premier sempre a margine della sua visita al Vinitaly di Verona.

“Penso che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili. Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a Papa Leone. Francamente, io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Diciamo, non in questa parte del mondo”, aggiunge.

“Le parole di Trump sul Papa sono inacettabili” 

Le critiche di Trump al Papa? “Quello che ho detto è quello che penso: le dichiarazioni sul pontefice sono state inaccettabili. Esprimo la mia solidarietà a Papa Leone”, ribadisce Meloni.

“In Ungheria la sinistra è sparita…”

Un altro passaggio affronta la fine dell’era Orban in Ungheria. “Mi fa un po’ sorridere questo fatto che la sinistra italiana è così contenta di un risultato di un’elezione in cui la sinistra non è pervenuta. Lascia ben sperare per il futuro: contenti loro che quello sarà lo scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto la firma”, dice Meloni per poi aggiungere che “Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme. Per difendere gli interessi italiani non mi interessa capire da dove viene l’interlocutore”.

“Fondamentale la riapertura dello Stretto di Hormuz” 

“La situazione internazionale è una situazione sulla quale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare il quadro e riaprire lo stretto di Hormuz, che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento essenziale”, sottolinea la premier sul tema della crisi nel Golfo.

Le pressioni su Mosca sono l’arma più efficace per la pace 

Descalzi è un operatore del settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede. Io posso dire che continuo a sperare che quando il problema dovesse porsi seriamente, cioè nel gennaio 2027, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti, a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare, benché io capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è alla fine l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace, per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista, ma è comunque presto per parlare di questa dinamica che avviene da qualche tempo”, conclude Meloni, rispondendo al Vinitaly a una domanda sul gas russo.

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