martedì, Aprile 28, 2026
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Minetti: “Ingiustificata esposizione mediatica per mio figlio. Mai indagata in Uruguay e Spagna”

AGI – Sul caso della grazia a Nicole Minetti si muove la Procura generale di Milano che promette verifiche “a tutto campo” in collaborazione con l’Interpol. “Abbiamo chiesto all’Interpol di svolgere con urgenza le indagini”, dice la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni.

“Quelli che abbiamo letto sono fatti gravissimi e da verificare”: la pg insieme al collega Gaetano Brusa  – i due magistrati che hannno espresso parere favorevole alla grazia – svolgerà accertamenti “su tutte le persone” di cui si parla negli articoli del Il Fatto Quotidiano, compreso Giuseppe Cipriani, compagno della ex consigliera regionale lombarda.

Saranno acquisiti documenti dall’Uruguay anche in merito a eventuali procedimenti penali. Dopo avere raccolto gli elementi utili Nanni e Brusa invieranno al Ministero un parere. “Forse non siamo stati perspicaci e intelligenti” ma afferma la procuratrice generale “voglio verificarlo prima come cittadina e poi come magistrato. Ora vediamo se coi nostri metodi riusciamo a fare chiarezza nell’interesse di tutti”.

Minetti: adozione nel rispetto della legge. Mai indagata in Uruguay e Spagna

“Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori”. Cosi’ l’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti, in merito alla vicenda legata alla concessione della Grazia ricevuta dal Presidente della Repubblica e alla successiva messa in discussione della stessa.

“È particolarmente grave che siano state attribuite alla mia persona circostanze e dichiarazioni mai rese, costringendomi a difendermi da fatti del tutto inesistenti – continua Nicole Minetti, in una nota attraverso i suoi legali – preciso, con assoluta chiarezza, di non essere mai stata indagata nè di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, nè in Uruguay nè in Spagna”.
“Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili – ha continuato – In tale contesto, è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso”.

“Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto – ha sottolineato Minetti – l’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato”.

“In relazione alle notizie apparse sui quotidiani, ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e, soprattutto, mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica”. Ha aggiunto Nicole Minetti.
 

Il caso di Nicole Minetti 

Il caso è esploso ieri, due mesi dopo la grazia concessa a Nicole Minetti, ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, con il Quirinale che ha chiesto al ministero della Giustizia di “verificare con cortese urgenza” i presupposti in base ai quali è arrivato il semaforo verde al provvedimento di clemenza.

Dubbi e verifiche 

La grazia a Minetti, già consigliera regionale in Lombardia, ha di fatto cancellato la condanna a 2 anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione (nell’inchiesta Ruby-bis) e quella a un anno e un mese per peculato nella cosiddetta rimborsopoli lombarda.

La bolla è scoppiata dopo gli articoli del “Il Fatto Quotidiano” che hanno alimentato dubbi sulla regolarità di una circostanza determinante per la concessione della grazia: l’adozione di un minore con gravi problemi di salute.

La smentita di Nicole Minetti

Netta la smentita dell’interessata che definisce “prive di fondamento” le notizie apparse sul quotidiano e dà mandato ai propri legali di procedere “con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata, intimando l’immediata cessazione della diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive”.

Nordio a palazzo Chigi

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è arrivato intorno alle 13 a Palazzo Chigi. Il Guardasigilli, si apprende da fonti di governo, ha incontrato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, “per questioni pregresse”.

La posizione del ministero della Giustizia

Il ministero della Giustizia, dal canto suo, ha fatto sapere che “nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura”, ed ha autorizzato la Procura generale ad avviare nuove verifiche.

Il caso politico 

In poche ore la vicenda Minetti si è trasformata in un caso politico, con le opposizioni che chiedono le dimissioni del ministro Nordio, già indebolito dalla sconfitta nel referendum sulla Giustizia e dalle dimissioni forzate della sua (ex) capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi.

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