AGI – Benjamin Netanyahu ha accettato di limitare contro l’Iran dopo l’intervento diretto di Donald Trump. Lo confermano fonti citate da Canale 12 secondo cui Israele si stava preparando per un attacco di vasta portata previsto per il tardo pomeriggio di oggi e approvato da Netanyahu, ma il premier lo ha infine bloccato dopo che Trump lo ha esortato ad abbassare la tensione. Secondo l’emittente, che dà conto di diverse comunicazioni tra Gerusalemme e Washington, tutto è iniziato con il disappunto espresso dalla Casa Bianca per gli attacchi di rappresaglia contro obiettivi di Hezbollah a Beirut domenica pomeriggio.
Israele ha risposto che si trattava di un attacco mirato, inevitabile visti quelli di Hezbollah contro il nord di Israele. Dopo gli attacchi missilistici balistici iraniani contro Israele a sostegno di Hezbollah, avvenuti la scorsa notte, Netanyahu ha avuto una tesa telefonata con Trump, durante la quale il presidente lo ha esortato a non intensificare le ostilità, intimandogli di non rispondere agli attacchi. “Gli iraniani hanno violato la nostra sovranità. Dobbiamo tracciare una linea rossa”, avrebbe replicato Netanyahu. Trump ha risposto che non avrebbe dato a Israele “il via libera”. Alcuni alti funzionari israeliani hanno dichiarato a Canale 12 che Trump, al termine della conversazione, si era convinto che Israele non avrebbe attaccato, mentre altri hanno affermato che Trump avesse capito dalle parole di Netanyahu che Israele intendeva procedere.
Secondo confronto tra Netanyahu e Trump
Durante una seconda conversazione con Trump, avvenuta oggi, Netanyahu ha giustificato la scelta di colpire Teheran, affermando che Israele “sapeva che un attacco all’Iran non avrebbe portato a una guerra su vasta scala“. Non è chiaro come Netanyahu abbia potuto avanzare tale argomentazione pur avendo pianificato un attacco su vasta scala poi annullato.
Reazioni e apertura al cessate il fuoco
In seguito agli attacchi israeliani contro l’Iran, avvenuti durante la notte e di nuovo questa mattina, e ai due attacchi iraniani di risposta, Teheran si è rivolta all’amministrazione Trump dichiarandosi pronta a un cessate il fuoco.
Tensione nei vertici militari israeliani
Contemporaneamente, presso il quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane di Kirya a Tel Aviv, si svolgevano intense discussioni riguardo alla grande operazione che Israele era pronta a condurre nel pomeriggio. Intorno alle 16,30, Netanyahu avrebbe approvato l’operazione ma poco dopo Trump lo ha chiamato e gli ha ordinato di interrompere qualsiasi ulteriore attacco, in modo che Washington potesse perseguire un accordo con l’Iran. Alcuni funzionari israeliani descrivono la conversazione tra i due leader a Canale 12 come caratterizzata da reciproca comprensione, mentre altre fonti affermano che si sia trattato, di fatto, di una direttiva del presidente statunitense. In ogni caso, Netanyahu avrebbe acconsentito a interrompere il fuoco e ordinato la fine dell’operazione, causando “notevole confusione” all’interno dell’alto comando militare, dato che gli aerei erano già pronti al decollo.



