AGI – Yashar, il partito guidato da Gadi Eisenkot – a cui domani dovrebbe essere conferito l’incarico di formare il prossimo governo israeliano – ha invitato gli alleati del Likud, il partito del premier in carica Benjamin Netanyahu, a unirsi alla sua coalizione. “Se il Likud e i suoi alleati sono improvvisamente interessati all’ ‘unità’ e a un governo ampio, sono più che benvenuti ad annunciare pubblicamente lo scioglimento della loro alleanza con gli estremisti… e la loro disponibilità a entrare in un governo guidato dal premier Eisenkot”, ha scritto Yashar su X, poco dopo che Netanyahu, in un video-messaggio, aveva auspicato la formazione di un governo di unità nazionale.
Domani il presidente israeliano Isaac Herzog, pronuncerà il nome della personalità incaricata di formare il prossimo governo in seguito al voto della scorsa settimana; gli avversari di Netanyahu si mostrano sempre più ottimisti riguardo alla possibilità di estromettere il premier rimasto più a lungo in carica nella storia del Paese.
“L’uomo che ha diviso, lacerato e seminato discordia nella società israeliana ora parla di “unità” solo perchè si rende conto che i suoi giorni al potere sono contati”, afferma Yashar in risposta al messaggio di Netanyahu. “L’unità è un valore importante per Israele, eppure Netanyahu ha agito sistematicamente e risolutamente contro di essa, persino durante la guerra più difficile della nostra storia”.
Il partito prosegue affermando che “il governo nazionale di emergenza che Gadi Eisenkot istituirà includerà solo membri della Knesset che sostengono i quattro principi di Yashar, tra cui il riconoscimento di Hamas come organizzazione terroristica e l’impegno a distruggere il suo potere militare e di governo”.
Il video messaggio di Netanyahu
Nel suo video-messaggio, Netanyahu ha affermato che un governo formato da Eisenkot con il sostegno dei partiti politici arabi non combatterebbe Hamas. “Se il Likud e i suoi alleati sono improvvisamente interessati all’unità e a un governo di ampia coalizione, sono più che benvenuti ad annunciare pubblicamente lo scioglimento della loro alleanza con gli estremisti, la loro accettazione dei quattro principi di Gadi Eisenkot e la loro disponibilità a entrare a far parte di un governo guidato dal primo ministro Eisenkot”, conclude Yashar.
L’alleanza
L’opposizione, guidata da Gadi Eisenkot – ex capo di stato maggiore delle forze armate, nuovo sulla scena politica e capace di attrarre gli israeliani laici e liberali – ha aperto alla possibilità di un’alleanza, un tempo impensabile, con gli ebrei ultraortodossi. Ciò potrebbe fornire a Eisenkot i numeri necessari per formare una coalizione che includa anche il partito islamista moderato Raam – il cui leader ha riconosciuto Israele come “Stato ebraico” – e che goda del sostegno esterno della “Lista Comune”, a maggioranza araba.
Netanyahu: “Il governo con gli arabi smantellerebbe lo stato”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che un governo di coalizione tra il blocco di opposizione e i partiti arabi porterebbe al collasso dello Stato di Israele. “Un governo del genere, dipendente dagli islamisti, smantellerà lo Stato di Israele dall’interno, come sta accadendo nei paesi europei, e con proporzioni ancora più gravi”, ha dichiarato in un videomessaggio.
Perché l’incarico a Eisenkot
Giovedì, al termine delle consultazioni con tutte le forze politiche, il presidente Isaac Herzog – cui spetta il compito di designare il candidato alla formazione del nuovo esecutivo – ha riconosciuto che sarebbe logico conferire l’incarico a Eisenkot, sostenuto da fazioni che rappresentano 67 parlamentari, contro i 46 che appoggiano il blocco di Netanyahu. Il presidente ha inoltre lasciato intendere di voler valutare l’ipotesi di un governo di unità nazionale, che riunisca gli israeliani ebrei appartenenti a entrambi gli schieramenti. Netanyahu ha ribadito il proprio sostegno a tale prospettiva.
“Chiedo la formazione di un governo di unità nazionale che includa tutti i partiti dell’area nazionale e tutte le formazioni sioniste che desiderano salvaguardare il nostro Stato, l’unico e solo Stato del popolo ebraico”, ha dichiarato, evitando però di sostenere – come invece aveva fatto in un altro recente discorso – di dover essere lui a guidare una tale coalizione.



