venerdì, Giugno 14, 2024
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“Non smettiamo mai di indignarci davanti alla violenza”

AGI – “Faccio un grande applauso ai giovani che scendono in piazza. Io sono con voi. Sono felicemente colpito dal coraggio di questi ragazzi che vanno a manifestare per la pace, per il diritto allo studio, per degli alloggi a prezzi non popolari”. Lo ha detto Piero Pelù in una intervista all’AGI, in occasione della uscita del suo nuovo album dal titolo ‘Deserti’.

“E invece non gioisco dalla risposta sovradimensionata che danno questi governi ai ragazzi, quando scendono in piazza senza passamontagna senza oggetti atti a offendere”. Nel disco, contenente 12 tracce di cui 11 inedite, troviamo la nota “il mio nome è mai più” perché sono 25 anni dall’uscita di quel brano composto con Jovanotti e Ligabue.

 

 

E quel testo, secondo il cantante è quanto mai ancora attuale: “purtroppo è vero – spiega – Quella è una canzone importantissima scritta con Luciano e Lorenzo, per gli argomenti legati naturalmente al tema della pace. Io sono cresciuto con un nonno che aveva combattuto a 18 anni, era dei ragazzi del 99 e fu sbattuto in Francia nelle trincee per un anno e mezzo con il fango, la spagnola, i ratti e la morte che tutti i giorni lo poteva portare via. E mi ha insegnato il valore della Pace, della non violenza, e queste cose me le porterò sempre. La prima canzone pubblicata con i Litfiba, si intitolava ‘guerra’. Quindi c’è un filo importante che lega tutta la mia produzione cantautoriale con il pacifismo e sono molto felice di avere inserito ‘il mio nome è mai più ‘al venticinquesimo anniversario della prima pubblicazione. La canzone mi ha dato l’onore di collaborare con Luciano e Lorenzo e di conoscere il grande Gino Strada. Con Gino ci siamo sentiti ininterrottamente negli anni, e negli ultimi tempi, lui mi rispondeva sempre dall’ospedale da campo di Kartoum dove c’era una guerra dimenticata. Sono tante le guerre – prosegue Pelù – c’è quella tra Israele e Palestina, terribile sotto gli occhi di tutti, che non dovrebbe mai smettere di indignarci per quella violenza, come pure i fatti del 7 ottobre. C’è la guerra tra Russia e Ucraina ma ci sono 53 guerre sparse in giro per il mondo di cui non parliamo. Ci sono le vittime dei talebani in Afghanistan dove noi saremmo andati a esportare la democrazia più di vent’anni fa con risultati disastrosi. Ci sono tante contraddizioni nel mondo di oggi che non bisogna mai dimenticare”. 

Pelù conferma quindi la volontà di proseguire sulla strada dell’impegno sociale, sicuro che la musica debba fare la sua parte: “Certo che si’ – sottolinea- Non bisogna mai dimenticare che noi musicisti in fondo siamo dei privilegiati, siamo dei fortunati che con il tempo hanno avuto la fortuna di avere un pubblico che ci ha permesso di vivere di quello che andiamo a fare e quindi, perché non cercare di dare un contributo? Parlare delle condizioni delle persone più dimenticate, di chi vive in situazioni di disagio, dei i popoli oppressi e dell’ambiente che viene massacrato quotidianamente dalle multinazionali. Non dimentichiamo lo spropositato uso delle armi sempre in crescendo, a dispetto invece dei del diritto allo studio, del diritto alla salute pubblica, all’acqua”.

Cosa pensa Piero Pelù dell’intelligenza artificiale applicata alla musica? “Ci ritroviamo di fronte all’ennesimo dubbio, come quello che poteva fermare il progetto di Oppenheimer, sulla bomba atomica, anche quando si era capito che i nazisti non l’avrebbero mai prodotta perché non avevano la tecnologia insufficiente. Ma non ci si è fermati. E allora sul mio disco c’è una piccola scritta: No IA. No intelligenza artificiale perchè questo è un disco fatto tutto col cuore, con lo studio, col sudore, con la con la sete di conoscere. E quando invece scriviamo una formulina e speriamo poi di avere scritto in questo modo il testo di una canzone o il discorso di un politico vuol dire che abbiamo abdicato completamente e che la nostra intelligenza è fottuta. E invece, l’intelligenza è un muscolo che va assolutamente allenato tutti i giorni come la memoria, come avere gli addominali perfetti, i bicipiti meravigliosi. Bisogna avere anche una intelligenza meravigliosa e una memoria forte. Allora li’ veramente, siamo degli esseri umani molto Rock and roll. Altrimenti ci riduciamo ad essere solo marionette”.

 

 

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