domenica, Febbraio 25, 2024
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Omicidio Scazzi, zio Michele torna libero

AGI – Mancano ormai poche ore all’uscita dal carcere di Lecce per fine detenzione di Michele Misseri, il contadino di Avetrana (Taranto) quasi 70enne coinvolto nella vicenda dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi, accaduto ad agosto 2010. L’uscita di Misseri è prevista tra le 10 e le 12. Dovrebbe essere una delegata del suo avvocato, Luca Latanza, a venire a prenderlo in auto e a portarlo ad Avetrana, distante poche decine di chilometri dal capoluogo salentino. Quasi certamente Misseri troverà, sia all’uscita dal carcere sia all’arrivo ad Avetrana, troupe televisive e media, considerato il clamore del caso Scazzi aveva suscitato a suo tempo.

Nei giorni scorsi, la casa di Michele Misseri, noto al grande pubblico col nome abbreviativo di ‘Zio Michele’, è stata oggetto di lavori di pulizia e di ripristino – tra cui anche l’allacciamento dell’energia elettrica – a cura di alcuni parenti dell’uomo. Misseri avrebbe intenzione, nelle prossime settimane, di riprendere il lavoro nei campi, cominciando col dare una prima occhiata anzitutto ai suoi, ormai abbandonati da anni. Quanto a via Grazia Deledda, dove si trova la villa di Misseri, il sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi, ha emesso un’ordinanza che vieta il transito delle auto. Intenzione del primo cittadino è evitare che la strada e il paese più in generale diventino palcoscenico di un nuovo “circo mediatico” dopo quello del 2010, durato peraltro diverso tempo.

“Per rispetto alla memoria di Sarah e alla sua famiglia, vorremmo che Avetrana non fosse più ricordata e citata per questo tristissimo episodio”, dichiara il sindaco. Che ha poi manifestato disponibilità, qualora venisse richiesto e ne sussistessero le condizioni, l’aiuto dei Servizi Sociali del Comune a Misseri, ma si tratterebbe, viene precisato, della stessa forma di applicazione riservata a qualsiasi altro cittadino nelle sue stesse condizioni. Nessun trattamento preferenziale, quindi.

Misseri termina dunque di scontare la pena a otto anni di reclusione, alla quale è stato condannato per il reato di soppressione di cadavere. Secondo quanto emerso nei vari gradi di giudizio, Misseri nascose il corpo della giovanissima nipote Sarah in un pozzo in campagna. Accusate del delitto sono, invece, la moglie di Michele, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina, entrambe in carcere a Taranto, dove resteranno in quanto condannate all’ergastolo. In tutti questi anni Michele Misseri si è ripetutamente autoaccusato dell’omicidio della nipote, ma questo comportamento non ha in alcun modo influito sulla vicenda processuale né sulla sua posizione. Molte anche le lettere scritte a moglie e figlia in carcere.

Misseri, in questi anni di detenzione a Lecce, ha manifestato un buon comportamento e questo gli è valso una riduzione detentiva di circa 400 giorni; la libertà è stata anticipata dal 2025 al 2024. Nel periodo di detenzione, Misseri non ha mai chiesto alcun permesso e ha svolto in carcere piccoli lavori di falegnameria e giardinaggio. Misseri fu arrestato la notte del 6 ottobre 2010 dopo aver ammesso l’omicidio e portato i carabinieri nel luogo dove aveva occultato il cadavere della nipote. Ma il 15 ottobre successivo ritratto’ la confessione, rettificandola e parlando del coinvolgimento della figlia Sabrina, che avrebbe avuto un litigio con la cugina Sarah. Sabrina è stata poi arrestata nell’ottobre 2010 mentre la madre Cosima nel maggio 2021. Per Sabrina l’accusa è concorso in omicidio volontario, per la madre concorso in omicidio e sequestro di persona. 

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