AGI – L’immagine che resta della prima giornata di Papa Leone XIV in Spagna è quella del Santo Padre accolto a Plaza de Lima, da una Madrid in festa. Mezzo milione di giovani assiepati lungo il Paseo de la Castellana, bandiere al vento, cori, applausi e smartphone alzati verso la papamobile, per il ritorno dopo quindici anni di un Pontefice nella penisola iberica.
Un clima di festa assoluto, ma che non ha impedito di parlare di temi duri, come ovviamente la guerra, ormai al centro dei discorsi quotidiani del Santo Padre. I conflitti in corso hanno accompagnato l’arrivo di Leone XIV, che prima dell’atterraggio ha subito voluto mandare un primo messaggio preciso diretto a un mondo travolto da crisi internazionali: la pace è possibile soltanto attraverso il dialogo, mentre le divisioni, le contrapposizioni e le semplificazioni rischiano di trasformarsi in una minaccia per la convivenza civile e per il futuro dell’Europa. Il Papa arriva dunque nella capitale spagnola con un’agenda fitta e con la volontà evidente di imprimere da subito un segno politico e pastorale alla visita. Lo fa, appunto, già durante il volo papale, dove affronta senza esitazioni alcuni dei temi più delicati dell’attualità internazionale ed ecclesiale.
Le parole sul conflitto in Iran
Parlando con i giornalisti, Leone XIV torna innanzitutto sul conflitto in Iran e chiarisce subito: “Non è una guerra giusta”, afferma, mettendo in discussione le parole pronunciate oltreoceano dal vicepresidente americano J.D. Vance e l’applicabilità di una teoria elaborata in un’epoca storica profondamente diversa da quella attuale.
Nuove riflessioni sulla guerra
Perché oggi, osserva il Pontefice, “la capacità distruttiva degli armamenti impone una riflessione nuova e più radicale sulla legittimità dei conflitti”. Sempre sul volo papale, Leone rilancia la necessità di perseguire ogni possibile strada negoziale per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina.
La ferita degli abusi
Ma a bordo, parlando con i giornalisti, emerge anche un’altra ferita che continua a segnare la vita della Chiesa: quella degli abusi sessuali commessi da membri del clero. Leone XIV non cerca formule attenuanti e definisce il fenomeno “una ferita ancora aperta”. Un passaggio breve ma significativo, che conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione su una questione che continua a interrogare profondamente il mondo cattolico.
L’accoglienza a Palazzo Reale
Tema che verrà toccato anche a Palazzo Reale, dove è accolto da una calorosa accoglienza popolare. Nella casa dei sovrani spagnoli il Pontefice è ricevuto da re Felipe VI e dalla regina Letizia, mentre dalla folla si alzano cori e applausi. È qui che Leone XIV pronuncia uno dei discorsi più importanti della giornata, destinato probabilmente a rimanere come uno dei testi di riferimento di questa visita apostolica.
Il valore dell’incontro
La parola chiave è “incontro”. Secondo Leone XIV, la storia della Spagna dimostra che la stabilità e la prosperità nascono dalla capacità di costruire ponti e non dalla logica dello scontro. Un ragionamento che diventa subito un invito a superare la crescente polarizzazione che attraversa il dibattito pubblico.
Contro le narrazioni divisive
Da qui l’invito a “rifuggire gli approcci identitari” e a recuperare il valore della complessità. La tappa pomeridiana, prima dell’attesissimo appuntamento serale con i giovani, prevede poi la visita da parte del Papa del centro per persone vulnerabili e senza dimora “Cedia 24 Horas”, una struttura aperta tutto l’anno che offre assistenza a migliaia di persone.
La visita ai più fragili
Qui spariscono le riflessioni geopolitiche e culturali e resta la concretezza delle storie personali. Ma, il cuore della giornata, dicevamo, arriva in serata, dove Plaza de Lima e l’intera area della Castellana si trasformano in un immenso spazio di preghiera e festa, con mezzo milione di giovani che accolgono il Papa, in quello che è probabilmente il momento centrale del suo viaggio e il suo intervento è tutto dedicato a loro.
L’appello ai giovani
“Siate sale della terra e luce del mondo”, dice dialogando con i giovani durante la veglia di preghiera, affidando ai ragazzi una responsabilità missionaria che passa anche attraverso i social network e gli strumenti della comunicazione contemporanea. Il passaggio che suscita una delle reazioni più calorose riguarda la famiglia. “Non abbiate paura del matrimonio e di formare una famiglia“, scandisce Prevost. È una frase che colpisce nel segno in una generazione spesso segnata dalla precarietà economica, dall’incertezza professionale e dalla difficoltà di immaginare progetti di lungo periodo. Il Papa propone invece una prospettiva di fiducia, invitando i giovani a non rinunciare ai grandi progetti della vita e a considerare la famiglia come una vocazione possibile e desiderabile.
Il finale della giornata
E quando la veglia si conclude, Plaza de Lima non si svuota. E la sensazione è che Leone XIV sia riuscito a trovare sin dal primo giorno una sintonia particolare con il mondo giovanile, trasformando l’appuntamento di Plaza de Lima nel vero manifesto di questa visita apostolica.



