AGI – Il governo nigeriano intende depenalizzare i tentativi di suicidio. Una misura rivoluzionaria per il Paese Africano, pensata per aiutare le persone a chiedere aiuto e a non temere le ripercussioni legate a un momento di fragilità
Il dramma dei tentativi di suicidio in Nigeria
Attualmente, infatti, cercare di porre fine alla propria esistenza senza riuscirci può far incappare i cittadini nigeriani in una serie di problemi non da poco. Il gesto è considerati un reato vero e proprio ed è punibile con misure detentive fino a un anno di carcere e una multa.
Ad annunciare il cambio di rotta è stato il ministro della Salute Muhammad Ali Pate, spiegando che il governo presenterà un progetto di legge all’Assemblea nazionale. “Come tutti sapete, il suicidio è un grave problema di salute pubblica in Nigeria. L’idea è che il tentativo di suicidio non venga considerato un crimine“, ha dichiarato Pate.
Un fenomeno dalle proporzioni preoccupanti
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità citati dal ministro, in Nigeria si registrano circa 300 mila tentativi di suicidio ogni anno, con almeno 7 mila morti.
La criminalizzazione, ha sottolineato Pate, “scoraggia i comportamenti volti a chiedere aiuto” ed è in contrasto con la politica nazionale sulla salute mentale.
La mancanza di Psichiatri
Come se non bastasse le possibilità di arginare il fenomeno sono rese difficili da una carenza di professionisti qualificati. Il Paese, che conta circa 240 milioni di abitanti, soffre di una grave carenza di specialisti: secondo i dati del 2024 dell’Associazione nigeriana degli psichiatri, sono meno di mille in tutto il Paese.



