AGI – Cani e gatti hanno mostrato una preferenza per crocchette contenenti proteine prodotte da microrganismi rispetto a un alimento simile formulato esclusivamente con le consuete fonti proteiche animali. È quanto emerge da uno studio condotto su 30 cani e 30 gatti da Ally Motta de Matos e A.L.B. Cruz dell’azienda MicroHarvest, pubblicato sulla rivista PLOS One.
Nei test svolti nelle abitazioni degli animali, entrambi i gruppi hanno consumato una quota maggiore delle crocchette sperimentali e hanno mostrato una maggiore propensione ad avvicinarsi per prime alla ciotola che le conteneva. I risultati riguardano però la preferenza alimentare nell’arco di due giorni e non dimostrano che la nuova formulazione sia più salutare o nutrizionalmente adeguata nel lungo periodo.
Proteine alternative per gli alimenti domestici
Le proteine utilizzate abitualmente negli alimenti per animali domestici provengono anche da pesce e pollame. La ricerca di ingredienti alternativi ha portato a studiare proteine ottenute mediante processi di fermentazione che impiegano microrganismi, tra cui funghi, lieviti e batteri.
Per valutarne l’impiego negli alimenti per cani e gatti non basta tuttavia esaminarne la composizione nutrizionale: occorre anche verificare se gli animali siano disposti a mangiare il prodotto che le contiene.
Come è stato condotto lo studio
I ricercatori hanno confrontato due formulazioni di crocchette. Una conteneva le consuete proteine di origine animale; nell’altra, una quota di queste era stata sostituita con proteine microbiche. L’ingrediente sperimentale rappresentava il 10% della formulazione e sostituiva la farina di pesce e parte di quella di pollame.
Gli alimenti erano per il resto quasi identici, così da consentire un confronto della loro appetibilità. I proprietari hanno offerto contemporaneamente agli animali due ciotole, una per ciascuna formulazione, per quattro pasti consecutivi distribuiti nell’arco di due giorni.
Tutte le prove si sono svolte nelle abitazioni dei partecipanti, anziché in un ambiente di laboratorio. I ricercatori hanno valutato quale alimento venisse avvicinato e mangiato per primo e la quantità consumata di ciascun prodotto.
I risultati su cani e gatti
Nel gruppo dei cani, il consumo medio delle crocchette con proteine microbiche è stato pari a circa il 72% della quantità offerta, contro il 50% delle crocchette convenzionali. Nei gatti, le quote sono state rispettivamente del 51% e del 34%.
Le analisi statistiche hanno indicato una preferenza per la formulazione sperimentale in entrambe le specie. Cani e gatti erano inoltre più propensi a dirigersi inizialmente verso la ciotola contenente l’alimento con proteine microbiche.
“Abbiamo trovato particolarmente interessante che sia i cani sia i gatti abbiano preferito la dieta contenente proteine microbiche in questo studio di breve durata, nonostante queste sostituissero la farina di pesce e parte di quella di pollame nella formulazione”, osservano gli autori.
Il risultato, aggiungono, costituisce un punto di partenza per valutare questi ingredienti anche dal punto di vista degli animali che dovrebbero consumarli.
Limiti della ricerca e possibili sviluppi
La preferenza registrata non consente di stabilire quale caratteristica dell’alimento abbia orientato la scelta. Lo studio ha confrontato due formulazioni specifiche e non permette di concludere che qualsiasi crocchetta contenente proteine microbiche risulti più appetibile di qualsiasi prodotto convenzionale.
La ricerca non ha inoltre valutato gli effetti di un consumo prolungato sulla salute degli animali, sulla digestione o sull’adeguatezza nutrizionale della dieta nel tempo.
Finanziamento e trasparenza dello studio
La ricerca è stata finanziata da MicroHarvest, l’azienda che produce l’ingrediente esaminato. Motta de Matos è dipendente della società, mentre Cruz ne è cofondatore e responsabile tecnologico.
Secondo quanto dichiarato nell’articolo, la prova di appetibilità nelle abitazioni, compresa l’analisi statistica, è stata progettata e condotta dall’organizzazione di ricerca indipendente Sense Test; le analisi delle formulazioni sono state affidate al laboratorio Eurofins Food Testing Portugal.
I risultati indicano che, nelle condizioni esaminate, la sostituzione di una parte delle proteine animali con proteine microbiche non ha ridotto l’accettazione delle crocchette e si è accompagnata a una preferenza degli animali per il prodotto sperimentale.
Per valutarne un possibile impiego più ampio nell’alimentazione di cani e gatti saranno necessari studi su periodi più lunghi, capaci di esaminare insieme appetibilità, qualità nutrizionale ed effetti sulla salute.



