giovedì, Agosto 20, 2026
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Perchè due giornalisti francesi sono stati arrestati in Togo

AGI – Sono Gael Mocaer e Sebastian Perez Pezzani i giornalisti francesi detenuti in Togo, arrestati il 27 luglio assieme alla guida togolese, Fred Vedomey. Documentaristi affermati, stavano girando una puntata di ‘Les Routes de l’impossible’ (Le strade dell’impossibile), una serie di documentari trasmessa da France Télévisions, nel nord del Paese. Reporter senza frontiere (Rsf) denuncia il procedimento come ingiustificato e sproporzionato e chiede l’immediata liberazione dei giornalisti.

I due francesi sono stati posti in custodia cautelare il 17 agosto e accusati di “false dichiarazioni”. Entrati nel Paese con visti di lavoro, erano in possesso di un permesso di ripresa rilasciato dal ministro del Turismo, della Cultura e delle Arti per il documentario. Ora, secondo Rsf, Gael MocaerSebastian Perez Pezzani e Fred Vedomey sono detenuti nel campo di Agoé Logopé, vicino a Lomé, una struttura delle forze di sicurezza situata nell’omonima località.

La denuncia di Rsf

“Quando si sono recati in Togo, Gael Mocaer e Sebastian Perez Pezzani, accompagnati da un collaboratore locale, stavano semplicemente svolgendo il loro lavoro, girando una serie di documentari. Privati della libertà dal 27 luglio, il loro collocamento in custodia cautelare il 17 agosto è motivo di profonda preoccupazione. Reporters Without Borders (Rsf) è preoccupata per questa situazione, che si protrae ormai da oltre 20 giorni. L’organizzazione denuncia una procedura che considera ingiustificata e sproporzionata e chiede il loro immediato rilascio”, ha dichiarato Thibaut Bruttin, direttore esecutivo di Rsf.

L’arresto e i trasferimenti

I reporter sono stati arrestati il 27 luglio dalla polizia di Kara, nel nord del Paese, mentre filmavano in un mercato situato a circa 20 chilometri dal confine tra Togo e Benin. Dopo interrogatori separati durati diverse ore e il sequestro delle loro attrezzature, sono stati posti agli arresti domiciliari fino al 30 luglio. Rilasciati brevemente, sono stati nuovamente arrestati lo stesso giorno e poi trasferiti a Lomé il 17 agosto.

L’appello della casa di produzione

“Gael e Sebastian sono professionisti esperti e di grande esperienza che, dalla Francia al Togo, passando per Indonesia, Filippine, El Salvador e Venezuela, documentano la vita quotidiana delle persone per una serie in stile magazine priva di intenti politici. Ci limitiamo a raccontare le storie delle persone. Si sono recati in Togo con tutti i documenti ufficiali necessari e nel pieno rispetto delle normative amministrative vigenti. Esortiamo le autorità togolesi a consentire loro di tornare a casa il prima possibile. Anche le condizioni di salute di uno dei nostri colleghi sono motivo di preoccupazione”, ha dichiarato la Tony Comiti Productions, la casa di produzione per la quale lavorano i due.

La preoccupazione di France Télévisions

Il gruppo France Télévisions segue la situazione con apprensione, insieme a Tony Comiti Productions, ai suoi dipendenti e alle loro famiglie.

L’allarme delle famiglie

“Siamo devastati dalla privazione della libertà subita dai nostri compagni, padri, figli e fratelli in Togo. Gael e Sebastien sono appassionati documentaristi, profondamente impegnati a raccontare le storie delle persone che incontrano e a testimoniare la loro realtà. Si trovavano in Togo per esercitare la loro professione, nient’altro. Oggi la nostra preoccupazione è immensa, soprattutto per la loro salute. Sebastien è malato e le sue condizioni potrebbero peggiorare se non riceve cure mediche. Speriamo in una rapida risoluzione”, hanno dichiarato le famiglie dei detenuti.

L’ipotesi avanzata dalla stampa togolese

Alcune analisi, come quella data dal giornale togolese L’Alternative, sostengono che le autorità del Togo starebbero facendo pressione sulla Francia per ottenere in cambio l’estradizione di Ferdinand Ayité, noto giornalista d’inchiesta togolese rifugiatosi in Francia da tre anni dopo essere stato condannato in patria per le sue posizioni critiche verso il governo. Ayité è il fondatore e direttore di L’Alternative. È anche noto per il suo impegno a favore dei diritti umani.

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