martedì, Maggio 26, 2026
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Perché lo squalo della Groenlandia vive più a lungo

AGI – Lo squalo della Groenlandia, considerato il vertebrato più longevo conosciuto con una vita stimata fino a quasi 400 anni, possiede caratteristiche genetiche che potrebbero spiegare la sua straordinaria resistenza all’invecchiamento e alle malattie.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da Kaiqiao Yang, Kazuya Nishiwaki, Hideaki Mizobata e Shigeharu Kinoshita dell’Università di Tokyo insieme a un gruppo internazionale di ricercatori.

Il genoma dello squalo della Groenlandia

Gli studiosi hanno realizzato il primo assemblaggio genomico completo a livello cromosomico dello squalo della Groenlandia, specie adattata agli ambienti profondi e freddi dell’Artico e caratterizzata da un metabolismo estremamente lento. Il genoma ricostruito misura circa 5,9 gigabasi, con un elevato livello di completezza genetica pari al 96,7 per cento.

Meccanismi biologici della longevità

Le analisi hanno evidenziato diversi meccanismi biologici associati alla longevità estrema, tra cui il rafforzamento delle difese immunitarie, la resistenza ai tumori e sistemi particolarmente efficienti di riparazione del DNA.

Il ruolo dell’istone H1.0

I ricercatori hanno inoltre identificato specifiche modifiche aminoacidiche nella proteina istonica H1.0, coinvolta nella stabilità della cromatina, che potrebbero contribuire a proteggere il materiale genetico dai danni molecolari accumulati nel corso dei secoli.

Protezione dal deterioramento cellulare

Secondo gli autori, queste caratteristiche potrebbero aiutare lo squalo della Groenlandia a superare i normali limiti biologici della durata della vita. “Le sostituzioni aminoacidiche osservate nel dominio globulare dell’istone H1.0 potrebbero migliorare la stabilità della cromatina”, spiegano i ricercatori, indicando un possibile meccanismo di protezione contro il deterioramento cellulare associato all’età.

Longevità e ferroptosi

Lo studio suggerisce inoltre un possibile collegamento tra longevità e ferroptosi, una particolare forma di morte cellulare regolata dal ferro e dai processi ossidativi. Il repertorio genetico distintivo della specie, osservano gli studiosi, fornisce una base per future ipotesi sul ruolo della ferroptosi nei processi di invecchiamento.

Evoluzione e popolazioni

Oltre agli aspetti legati alla biologia della longevità, il lavoro ricostruisce anche la dinamica storica delle popolazioni dello squalo della Groenlandia e della specie affine Somniosus pacificus, offrendo nuove informazioni sull’evoluzione degli squali cartilaginei.

Una risorsa per la ricerca futura

Secondo gli autori, la disponibilità di questo genoma rappresenta una risorsa importante sia per gli studi evolutivi sia per la ricerca sui meccanismi genetici dell’invecchiamento. “Queste analisi genomiche offrono nuove prospettive sulle basi molecolari della longevità eccezionale dello squalo della Groenlandia”, concludono i ricercatori, sottolineando come i risultati possano contribuire allo sviluppo di future ricerche sull’invecchiamento umano e sulle malattie associate all’età.

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