AGI – “Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto? Abbiamo paura di diventare angeli”. È la sintesi di un video messaggio sull’ex Ilva (il termine “mostro” è riferito all’acciaieria) diretto al governatore della Puglia, Antonio Decaro, da parte di un bambino di Taranto, Andrea, 13enne, affetto da una malattia rara. Il ragazzo è anche tra i cittadini tarantini che hanno fatto ricorso contro l’ex Ilva alla Corte d’Appello di Milano chiedendone lo stop. E la Corte lo scorso 27 luglio con un decreto ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria entro 90 giorni, che in realtà adesso sono anche meno di 80.
“Per il mio problema di salute – dice il ragazzo a Decaro -, conosco il reparto di Taranto dove i bambini e i ragazzi come me sono curati, alcuni hanno perso tutti i capelli, altri non li ho più visti, mia madre mi ha detto che ora sono angeli, ma io so cosa significa, sono grande oramai”. Il timore della famiglia del ragazzo è che ora la Regione possa eventualmente appoggiare il ricorso straordinario alla Corte di Cassazione che l’ex Ilva intende intraprendere contro il decreto della Corte d’Appello sulla fermata della fabbrica, sostegno, questo, che in uno degli ultimi vertici al Mimit avrebbe auspicato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
Decaro ha visto il videomessaggio del ragazzo ed ha poi contattato la famiglia.
La promessa di Decaro
“Caro Andrea – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia -, io ti prometto che consegnerò la tua lettera il 21 agosto nelle mani dei rappresentanti del Governo che possono aiutarci e che saranno a Taranto per una grande festa a cui, mi auguro, vorrai partecipare insieme a noi. A loro spiegheremo le tue ragioni e quello che insieme vogliamo fare per Taranto. A loro spiegheremo che esistono fabbriche che non inquinano e che non fanno ammalare le persone. A loro spiegheremo che ci devono aiutare a combattere i mostri e a trovare un lavoro per tante altre persone i cui figli devono continuare a vivere a Taranto senza avere paura di respirare”.



