mercoledì, Luglio 8, 2026
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Premio nazionale donna 2026 a Rita Lofano

AGI – “Quando la cultura incontra lo sguardo delle donne, il futuro smette di essere attesa e diventa progetto”. Con queste parole Gianni Padovani, presidente della onlus Antonio Padovani, ha voluto descrivere lo spirito del Premio donna 2026 “Trame di futuro”. Il riconoscimento, svoltosi a L’Aquila, “come ogni anno non vuole rappresentare solo un evento ma è un momento di incontro, riflessione, gratitudine verso le donne che con coraggio rendono la nostra società più giusta e ricca di umanità”.

Le quattro donne premiate

Quattro le premiate dell’ottava edizione: Rita Lofano, direttore di AGI; Annalisa Imparato, sostituto procuratore della Repubblica; Ariadne Caccavale, critica e curatrice d’arte e Susanna Iacona Salafia, direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Abu Dhabi. A moderare l’evento la giornalista Monica Pelliccione.

Rita Lofano 

Rita Lofano, si legge nella motivazione, è stata premiata “per la prestigiosa carriera internazionale nel segno di un’informazione autorevole, equa e veritiera”

“Un uomo con un ruolo apicale dimentica tutto il resto e ha modo di concentrarsi sul suo incarico, per noi donne – sostiene Lofano – è diverso. Facciamo un po’ più fatica perché dobbiamo conciliare tutto quello che facevamo prima e il nuovo ruolo. L’importante è viverlo con senso di responsabilità”.

A chi le domanda del perché le donne al vertice nel giornalismo siano una minoranza il direttore di AGI replica: “Credo che in questo settore ormai la maggioranza sia composta dal genere femminile, però ai vertici siamo pochissime. Sicuramente abbiamo meno occasioni rispetto agli uomini. Scontiamo ancora tanta strada da fare, tanti pregiudizi che non si fermano nel momento in cui arrivi, ma che in qualche modo tendono a intralciare un po’ il lavoro”.

Annalisa Imparato

Nel passaggio successivo la pm Annalisa Imparato ha messo in luce un’analogia tra giornalismo e mondo delle toghe. “La magistratura è rosa, siamo tantissime. La questione è quante riescono a raggiungere i ruoli apicali”.

Nella sua giovane carriera la toga partenopea si è spesso occupata di violenza di genere. “C’è ancora tanto da fare: il Codice rosso è entrato in vigore nel 2018. Lo affrontiamo ogni giorno nelle aule di tribunale da tantissimi anni. Il problema non è il quadro normativo. Le donne oggi denunciano di più. Dopo una condanna, però, il processo si chiude ma per loro si aprono le porte della vita e spesso sono sole”.

In questo contesto quali impegni deve assumersi la politica? “Deve continuare a fare quello che ha fatto negli ultimi tempi, tutelare sempre la donna e chiaramente dal punto di vista normativo garantire sostegno”, osserva Luigi D’Eramo, sottosegretario del ministero dell’Agricoltura presente a Casale Signorini.

Susanna Iacona Salafia

Susanna Iacona Salafia aggiunge il tassello internazionale al dibattito. Le viene chiesto quanto è complesso esportare la cultura italiana nei Paesi arabi. “Un conto – spiega – è farlo in Giordania che è completamente diversa dai Paesi del Golfo. In Giordania c’è una grande accoglienza nei nostri confronti, ad Abu Dhabi si lavora sulla cultura quindi l’offerta deve essere all’altezza. Concerti, mostre d’arte, conferenze, spettacoli teatrali con artisti che vengono dall’Italia che cerchiamo di internazionalizzare”.

 Ariadne Caccavale

L’ultima premiata è Ariadne Caccavale che descrive la situazione di molte donne del Guatemala, “impegnate quotidianamente nella cottura delle tapas, una specie di frittella composta con farina di mais cotta in una piastra di argilla. Con il trascorrere del tempo perdono le loro impronte digitali. Qualcosa di molto rilevante – sottolinea – dal punto di vista concettuale. Ma proviamo a rovesciare il punto di vista: quello che per noi occidentali potrebbe sembrare abnegazione deve essere riqualificato in atto di eroismo”.

 

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