AGI – Roma punta a diventare un punto d’incontro fondamentale per i capitali del Golfo, l’industria europea e le principali questioni strategiche della regione mediterranea. Questo il messaggio emerso da FII Priority Europe 2026, la conferenza internazionale organizzata dal Saudi Future Investment Initiative Institute, che ha recentemente riunito leader politici, dirigenti d’azienda, fondi sovrani e investitori internazionali nella capitale italiana.
La scelta di Roma come sede europea del forum giunge in un momento caratterizzato da tensioni in Medio Oriente, incertezze relative allo Stretto di Hormuz, competizione tecnologica globale e crescente importanza delle questioni di sicurezza economica. Per il governo italiano, l’evento ha rappresentato anche un’opportunità per consolidare la posizione del Paese come piattaforma di dialogo tra Europa, Golfo e Africa.
Visione strategica europea
In un videomessaggio ai partecipanti, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha auspicato che Roma diventi sede permanente dell’edizione europea del forum. Secondo la Meloni, l’Europa non può più accontentarsi di essere “una grande piattaforma commerciale e regolamentare” e deve rafforzare la propria autonomia strategica, le capacità industriali, la sovranità tecnologica e la stabilità finanziaria.
Investimenti e opportunità
Gli annunci più concreti sono arrivati da Yasir Al-Rumayyan, Governatore del Fondo pubblico saudita per gli investimenti (PIF), Presidente di Aramco e dell’Istituto FII. Ha indicato che sono state individuate 140 opportunità di cooperazione con l’industria europea, per un valore complessivo di 10,4 miliardi di euro entro il 2030. Ha inoltre sottolineato che il PIF ha investito quasi 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025, contribuendo, secondo le sue stime, con 70 miliardi di euro al prodotto interno lordo e sostenendo circa 160.000 posti di lavoro.
Accordi industriali
Durante l’evento sono stati annunciati diversi accordi, in particolare tra Acwa Power e Telecom Italia Sparkle nel settore delle infrastrutture energetiche e digitali, nonché tra vari gruppi attivi nelle tecnologie per l’edilizia e la decarbonizzazione. Aramco ha inoltre evidenziato che i suoi acquisti da fornitori europei ammontano a circa 8 miliardi di euro, di cui quasi un quarto proveniente dall’Italia.
Sicurezza energetica e logistica
Le discussioni si sono estese ben oltre le questioni puramente finanziarie. La sicurezza energetica e la resilienza delle catene di approvvigionamento sono stati temi centrali, poiché le potenziali interruzioni del traffico marittimo in Medio Oriente continuano a pesare sui mercati globali. Diversi relatori hanno sottolineato la necessità di aumentare la capacità di stoccaggio, diversificare le rotte commerciali e rafforzare le infrastrutture critiche.
Sfide industriali europee
Il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha collegato queste sfide alla competitività industriale europea. Secondo lui, la principale debolezza del continente risiede ora nella lentezza dei processi decisionali e produttivi. I conflitti in Ucraina e nel Mar Rosso hanno dimostrato che “velocità, quantità e resilienza” sono diventati fattori decisivi. Crosetto ha anche criticato alcune norme europee in materia di concorrenza, sostenendo che impediscono l’emergere di campioni industriali in grado di competere a livello globale.
Rafforzamento della difesa
Questa riflessione è stata ripresa dall’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Presidente del Comitato Militare della NATO, che ha sottolineato gli sforzi compiuti dagli europei per rafforzare le proprie capacità di difesa, in un contesto in cui Washington chiede agli alleati di assumersi una quota crescente dell’onere della sicurezza.
Ambizioni industriali italiane
Anche l’industria italiana ha evidenziato le proprie ambizioni. Leonardo ha auspicato una vera e propria politica industriale europea nel settore della difesa, mentre Fincantieri ha accolto con favore i meccanismi dell’UE volti a incentivare l’acquisto di attrezzature europee. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ricordato la candidatura dell’Italia per ospitare una futura gigafactory europea dedicata all’intelligenza artificiale, sottolineando il crescente legame tra energia, infrastrutture digitali e sovranità tecnologica.
Relazioni Europa Golfo
Al di là degli investimenti, il forum ha illustrato la graduale convergenza tra le ambizioni dell’Arabia Saudita di diversificazione economica e il desiderio dell’Europa di rafforzare la propria base industriale. Per l’Italia, la sfida ora consiste nel trasformare questa dinamica in partenariati duraturi, capaci di consolidare Roma al centro delle relazioni economiche tra Europa e Golfo.



