AGI – Un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi oggi. Ne è convinto il Segretario di Stato americano Marco Rubio mentre Donald Trump e fonti iraniane ridimensionano le aspettative e i mediatori pakistani coinvolgono Pechino nel negoziato.
“Pensavamo di poter avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, ma non darei troppa importanza alla cosa”, ha detto Rubio, in visita a Nuova Delhi “Abbiamo sul tavolo quella che credo sia una proposta piuttosto solida in termini di capacità di riaprire lo Stretto e di renderlo nuovamente operativo”.
Rubio ha dichiarato al New York Times che l’accordo con l’Iran gode del sostegno regionale, ma che un’intesa sul nucleare non può essere raggiunta “in 72 ore, improvvisando”. “Al momento, abbiamo sette od otto paesi nella regione che appoggiano questo approccio e siamo pronti ad andare avanti in questa direzione”, ha spiegato, ribadendo poi che il Presidente Donald Trump non firmerà un “cattivo accordo” e che i negoziati vanno a rilento per le difficoltà di comunicazione all’interno del sistema politico di Teheran.
Teheran, fatti progressi ma accordo non è imminente
Sono stati compiuti progressi su molte questioni con gli Stati Uniti, ma un accordo di pace non è imminente. Lo ha detto una fonte iraniana.
Teheran è disposta a discutere del proprio programma nucleare e dell’uranio altamente arricchito in cui possesso se Washington rispetterà gli impegni presi nel memorandum d’intesa che e’ ancora in fase di negoziazione, ha dichiarato Hossein Nooshabadi, un alto diplomatico iraniano, all’agenzia di stampa Isna.
“La voce secondo cui l’Iran si sarebbe impegnato con la parte americana nella bozza presentata per un accordo preliminare sulla questione nucleare e sull’uranio, nonché sulla sospensione ventennale dell’arricchimento, è una menzogna assoluta” ha detto il diplomatico. La bozza proposta dall’Iran, ha aggiunto, contempla “la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso, lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani congelati, la revoca del blocco navale statunitense e l’apertura dello Stretto di Hormuz, il ritiro delle forze statunitensi dal perimetro della Repubblica islamica e la libertà di vendere il petrolio iraniano”.
Intelligence Usa, complicato comunicare con Khamenei
Secondo fonti di intelligence, a incidere sarebbe anche il fatto che la guida suprema Khatami si trova al sicuro in una località remota difficile da raggiungere. “Ci stiamo ancora lavorando; ci vuole un po’ di tempo per ottenere una risposta… Come ha detto il presidente, non ha fretta. Non firmerà un cattivo accordo”, ha sottolineato Rubio. “Abbiamo sul tavolo una proposta piuttosto solida, in termini di capacità di far riaprire gli Stretti e di avviare negoziati concreti, significativi e con scadenze precise sulle questioni nucleari”. Parole che sembrano volte a placare le critiche interne al Partito Repubblicano, dove alcuni senatori di spicco hanno definito la bozza un “errore disastroso”.
Per Trump “nessuna fretta”
Le dichiarazioni di Rubio contraddicono in parte quelle di Trump che ieri ha detto ai suoi negoziatori di non “affrettare” l’accordo. “Il tempo e’ dalla nostra parte”, ha scritto il Presidente in un post di Truth “Il blocco rimarrà in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo”.
In un altro post, sempre su Truth, ha assicurato che l’accordo “è stato in gran parte negoziato ed è in attesa di essere finalizzato tra gli Stati Uniti d’America, la Repubblica Islamica dell’Iran e i vari altri Paesi”.
Teheran conferma l’esistenza della bozza di un’intesa
Da parte iraniana, l’agenzia di stampa Tasnim ha ammonito che l’intesa potrebbe ancora saltare “per le intransigenze di Washington” soprattutto sulla questione dei beni iraniani congelati.
Tuttavia è bastato un barlume di ottimismo lasciato intravedere dal capo della diplomazia Usa per far crollare i prezzi del petrolio di quasi il 5%.
Funzionari iraniani hanno confermato l’esistenza di una bozza di intesa, ma hanno sottolineato che la discussione sul controverso programma nucleare iraniano è stata rinviata di 60 giorni, dopo il raggiungimento di un accordo.
Le parole di Pezeshkian
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato alla televisione di stato che Teheran “è ancora pronta ad assicurare al mondo che non stiamo cercando di dotarci di armi nucleari”, ma non è chiaro se questa promessa sarà sancita nel testo dell’accordo.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, “le sanzioni su petrolio, gas, prodotti petrolchimici e loro derivati saranno temporaneamente revocate durante il periodo di negoziazione, in modo che l’Iran possa vendere liberamente i suoi prodotti”.
I leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Giordania e Bahrein, cosi’ come i rappresentanti di Turchia e Pakistan, hanno partecipato sabato a una teleconferenza con Trump per discutere dell’accordo. Il Pakistan, che ha mediato gli storici negoziati faccia a faccia tra le delegazioni statunitense e iraniana ad aprile, spera di ospitare un altro ciclo di colloqui “molto presto”.
Procedimenti gli attacchi israeliani su Hezbollah
Nel frattempo l’esercito israeliano ha continuato a bombardare obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale e orientale, nonostante il cessate, violato da entrambe le parti. Ieri Rubio ha accusato Hezbollah di voler far precipitare il Libano “di nuovo nel caos” e ha condannato l’appello “sconsiderato” del gruppo a rovesciare il “governo democraticamente eletto” di Beirut.



