AGI – Sara Netanyahu, potente moglie del premier israeliano, ha rilanciato in un’intervista una teoria del complotto contro il capo dei Democratici, Yair Golan, suggerendo che sapesse in anticipo del massacro organizzato da Hamas per il 7 ottobre. Un’accusa già ampiamente circolata in questi anni in determinati ambienti della destra e alla quale il leader di sinistra ha risposto minacciando di denunciarla.
Golan, ex vice capo di Stato maggiore, la mattina del 7 ottobre, appena cominciarono ad arrivare le notizie frammentarie dell’attacco di Hamas, corse al sud, sul luogo della strage al festival Nova, salvando diverse persone. Durante un’intervista a Channel 14, la moglie di Benjamin Netanyahu si è rifiutata di negare che il 7 ottobre ci sia stato un “tradimento dall’interno”. E facendo riferimento a Golan, ha sottolineato come il leader dei Democratici, “un militare di così alto grado”, fosse “già lì, vestito e pronto, a un’ora molto, molto mattutina, quando gli altri non lo sapevano, compreso il primo ministro”.
Le scuse pretese e la reazione di Golan
Parole che hanno fatto infuriare il leader di sinistra, che ha preteso le scuse entro 24 ore, minacciando di chiedere due milioni e mezzo di shekel di danni. Golan ha stigmatizzato il comportamento di Sara, che alimenta “l’incitamento all’odio”. “E’ il metodo standard dell’attuale primo ministro”, ha aggiunto, ricordando quello che Netanyahu “fece nel ’95, e tutti ricordiamo come fini'”. Un riferimento all’assassinio dell’allora primo ministro Yitzhak Rabin, preceduto da incitamenti all’odio e accuse di tradimento da parte di elementi di estrema destra che il leader del Likud non bloccò.
Eisenkot accusa Netanyahu
Solidarietà a Golan è stata espressa dal leader del partito Yashar e favorito alle elezioni, Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore: “L’oltraggiosa teoria del complotto sul tradimento, assolutamente priva di fondamento e diffusa dalla moglie del primo ministro, ha il solo scopo di alimentare l’odio e perpetuare il governo Netanyahu, il cui unico modo di governare è quello di dividere”. Mentre “Netanyahu si sottrae alle proprie responsabilità per il peggior fallimento nella storia di Israele”, c’è chi il 7 ottobre si è “alzato e si e’ precipitato ad agire, senza farsi domande”, ha aggiunto il leader dell’opposizione, lodando “l’amico Golan” che “ha dimostrato responsabilita’ e coraggio, salvando eroicamente delle vite”. “Non riusciranno a trasformare il bene in male, ne’ la verita’ in menzogna”, ha assicurato Eisenkot.



