AGI – Un’altra giornata intensa per la premier Giorgia Meloni al G7 di Evian, che ha partecipato alle due sessioni di lavoro del vertice, alla colazione di lavoro con focus sul Medio Oriente e ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney, e un incontro bilaterale con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan.
Ma è stata anche una giornata in cui la presidente del Consiglio ha avuto l’occasione di rivedere il presidente Usa, Donald Trump, e di scambiarci qualche battuta. Verso l’ora di pranzo, fonti diplomatiche italiane hanno riferito che ieri sera, a margine della cena inaugurale, Meloni “ha avuto con il presidente statunitense Donald Trump un incontro di chiarimento, un utile scambio” e che da parte di Meloni “c’è interesse a confermare il principio di unità dell’Occidente, che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”.
Il confronto con Trump
Poco dopo, a margine dei lavori, Meloni e Trump si sono scambiati delle battute: “Siamo sempre stati amici!”, ha detto la premier con al suo fianco il cancelliere tedesco Friederich Merz e il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa. Il presidente Usa ha quindi replicato: “Sono stato abbandonato!”. A quel punto, Meloni, sorridendo, ha controreplicato: “No, you are not!”, “no, non è vero!”.
Credit Palazzo Chigi
La posizione sull’Ucraina
Nel corso della sessione di questa mattina in formato G7 e Ucraina, quindi con Volodymyr Zelensky, la premier, fanno sapere fonti diplomatiche, ha osservato come la situazione sul campo in Ucraina sia diversa da quella descritta dalla narrazione russa: il fronte è sostanzialmente congelato e la Russia, nonostante ingenti perdite, da dicembre 2022 a oggi ha conquistato meno dell’1,5% del territorio ucraino e nel 2026 l’avanzata si è arrestata.
Le prospettive di negoziato
Per questo Mosca non può pretendere, nei negoziati, concessioni territoriali che non è riuscita a ottenere militarmente. La strategia russa punta oggi sulla stanchezza degli ucraini, colpendo infrastrutture e civili, e sulla stanchezza dell’Occidente attraverso la disinformazione. Tuttavia, l’economia russa mostra crescenti segni di affaticamento e cresce anche la stanchezza all’interno della stessa Russia, tra popolazione ed élite sempre più distanti da una guerra che non comprendono né sostengono.
Il messaggio del G7
In questo contesto, la fermezza dell’Occidente è decisiva per convincere Putin a impegnarsi seriamente in un negoziato di pace. Il messaggio che emerge dal G7 è che l’unica pace possibile è una pace giusta, che non legittimi l’aggressione militare e che riaffermi la legalità internazionale, rifiutando qualsiasi tentativo di ridisegnare i confini con la forza.
Sostegno all’Ucraina
L’Occidente continuerà a garantire il necessario sostegno energetico e militare all’Ucraina: è proprio questa fermezza l’unico presupposto per creare le condizioni di un negoziato reale. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma spetta a Mosca dare quei segnali concreti di volontà di pace che finora sono totalmente mancati.
Focus su Medio Oriente e Golfo
Nel corso della colazione di lavoro allargata a Egitto e Paesi del Golfo Meloni ha poi sottolineato il ruolo strategico dei Paesi del Golfo, definiti partner fondamentali per energia, innovazione, tecnologia e sviluppo economico evidenziando come questi Stati abbiano intrapreso percorsi di modernizzazione mantenendo al contempo un forte legame con le proprie identità e tradizioni.
Cooperazione internazionale
La presidente del Consiglio, riferiscono le stesse fonti, ha sostenuto che proprio questa scelta di riforme e crescita economiche abbiano reso le nazioni del Golfo obiettivi di attacchi, ribadendo la necessità di sostenere questi leader impegnati nei processi di sviluppo e riforma. Nel suo intervento, Meloni ha inoltre invitato a cogliere le opportunità di cooperazione emerse dall’attuale fase di crisi internazionale, sostenendo che Europa, G7 e Paesi del Golfo debbano lavorare insieme per rafforzare le relazioni strategiche e affrontare le principali sfide comuni.
Sicurezza e stabilità
Il presidente del Consiglio ha poi accolto positivamente gli accordi recentemente raggiunti nella regione, considerandoli un importante quadro di riferimento per la stabilità del Medio Oriente. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza delle rotte marittime internazionali e sulla libertà di navigazione, affermando che l’Italia è pronta a continuare il proprio contributo alle missioni volte a garantire la sicurezza dei traffici commerciali.
Riguardo ai conflitti in corso, Meloni ha ribadito la necessità di impedire nuove escalation e di favorire soluzioni politiche durature anche in riferimento alla crisi di Gaza e in Libano, ricercando soluzioni giuste e durature e non semplici tregue di breve periodo.
Sviluppo e cooperazione globale
In occasione dell’intervento alla sessione di lavoro in formato G7 e Paesi Partner, Banca Mondiale e Banca Africana, Meloni ha sottolineato che dopo settant’anni e miliardi di dollari investiti nella cooperazione allo sviluppo non siamo riusciti a ridurre le disuguaglianze strutturali come speravamo e che, quando i risultati non arrivano, diminuiscono sia la fiducia sia le risorse disponibili.
Nuovo modello di cooperazione
Nel 2025, la riduzione degli aiuti ha riguardato principalmente le Nazioni del G7, con l’eccezione dell’Italia, che ha invece aumentato il proprio impegno. Meloni ha sostenuto che le risorse stanno diminuendo perché l’approccio utilizzato finora non sta funzionando e che la cooperazione internazionale si è basata per troppo tempo su due errori fondamentali: un approccio eccessivamente verticistico e un approccio paternalistico.
Partenariato e sviluppo
Secondo il Presidente del Consiglio, è necessario superare il vecchio modello e costruire una cooperazione fondata sul partenariato, sul rispetto della sovranità, sulla fiducia reciproca e sul coinvolgimento diretto delle comunità locali.
Il Piano Mattei
Richiamando l’esperienza del Piano Mattei, la premier ha ricordato come Italia, Banca Mondiale, Banca Africana di Sviluppo, Unione europea, G7 e agenzie delle Nazioni Unite abbiano mobilitato miliardi di euro da fonti pubbliche e private.
Progetti strategici
In questa prospettiva, ha indicato come esempio concreto il Corridoio di Lobito, progetto che coinvolge Italia, Unione europea, Stati Uniti e altri partner per promuovere sviluppo, infrastrutture e opportunità tra Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia.
Meloni ha infine sottolineato la necessità di affrontare il tema del debito sovrano, spesso divenuto insostenibile per molte nazioni. Ha ricordato che l’Italia ha deciso di convertire il debito delle nazioni meno sviluppate, dimezzare quello delle nazioni a reddito medio-basso e sospendere il servizio del debito per gli Stati colpiti da eventi climatici estremi.
Rapporti con il Canada
Infine, il colloquio con il premier canadese Mark Carney “ha permesso di passare in rassegna lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, concordando sull’opportunità di consolidarla ulteriormente”.



