AGI – Alti, imponenti, 600 chili almeno di muscoli, eppure basta lo scoppio di un petardo per spaventare i cavalli. Lo sanno bene anche i militari che devono prepararli per la parata del 2 giugno.
E hai voglia ad adottare tutte le misure di sicurezza per evitare che il contesto urbano di Roma, fatto di traffico e rumori di ogni genere, possa intimorire cavalli addestrati a tutto. Basta il crepitio di fuochi pirotecnici, per una festa privata, a terrorizzare qualche magnifico esemplare, sellato e imbrigliato ma non abbastanza da restare nel recinto.
E se ne scappa uno, poi gli altri seguono a ruota. Così il viale delle Terme di Caracalla e poi la Cristoforo Colombo, per un paio di ore da vie consolari, conquistano l’allure da set cinematografico.
La fuga dei cavalli in città
Eh, no, Piazza di Siena non ha abbandonato Villa Borghese e non siamo neppure a una corsa clandestina. Tutto vero: si sono spezzate le funi e i cavalli sono scappati, scansando auto e passanti, ma non le fotocamere di smartphone puntati su di loro e su una corsa “scossa” che si può ammirare solo al Palio di Siena, se i fantini non reggono la monta a pelo.
L’intervento durante l’emergenza
Dietro i cavalli che provavano la parata del 2 giugno qualche stalliere si è cimentato in un’improbabile rincorsa. La polizia municipale ha preferito l’auto.
Il recupero degli animali
E la corsa è finita quando la paura è passata e il traffico si è fermato anche per ammirare uno spettacolo insolito. I cavalli sono stati recuperati, nessuno si è fatto male e la parata ci sarà.



