lunedì, Marzo 2, 2026
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Scintille Tajani-Conte sull’Iran a suon di “Giuseppi” e “Toni”

AGI – Il clima si surriscalda nelle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, durante l’informativa dei ministri Crosetto e Tajani sulla situazione in Iran. È il titolare della Farnesina che, nelle repliche alle domande dei parlamentari, perde un po’ la pazienza e altrettanto fa il leader M5s Giuseppe Conte, con la conseguenza che entrambi alzano il tono della voce.

A far scoccare la scintilla è la domanda fatta da Conte: “Il Tricolore dove lo avete dimenticato?”. Tajani non accetta la provocazione e puntualizza: “Quanto al Tricolore, onorevole Conte, a me Trump non mi ha mai chiamato Toni, a lei la chiamava Giuseppi, quindi un rapporto particolare ce lo aveva lei…”. Conte si scalda a sua volta e interviene, gridando, tra varie proteste che si sentono in sottofondo, “vergogna”. Tajani con tono perentorio quindi controreplica: “Io non mi vergogno di niente, di cosa mi devo vergognare, me lo venga a dire…”

Lo scontro sul cappellino e le accuse

Dai 5 stelle si ricorda a Tajani il cappellino con cui è stato fotografato: “Il cappellino” dei Maga “era un regalo, ma io non sono mai andato in ginocchio da Merkel, ci è andato lei sottobanco…”, incalza il ministro. Si levano urla di protesta dalle opposizioni, mentre dai banchi della maggioranza si alzano applausi e dei “bravo, bravo” rivolti al ministro degli Esteri. “Ma perché è così nervoso?”, chiede Tajani. “Io capisco le difficoltà’… la verità fa molto male…”, insiste Tajani.

La precisazione sui soldati italiani

Dopo alcuni minuti la presidente Stefania Craxi riesce a ripristinare l’ordine. E Tajani riprende la parola: “Non ho mai parlato di soldati italiani che si sono nascosti, è il contrario del mio modo di pensare, non l’ho mai detto, è falso, ho detto che erano al sicuro…”, replica ancora il ministro, sempre rispondendo ad alcuni interventi delle opposizioni.

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