venerdì, Maggio 24, 2024
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Scoperte evidenze di carie e malattie gengivali nel Mesolitico scandinavo

AGI – Nella Scandinavia occidentale, durante l’era mesolitica, viveva un gruppo di cacciatori-raccoglitori con problemi legati alla carie e alle malattie gengivali. A ricostruire le loro storie uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati dell’Università di Mersin e del Centro di Paleogenetica presso l’Università svedese di Stoccolma. Il team, guidato da Anders Götherström e Emrah Kırdök, ha sequenziato il DNA prelevato da foglie di catrame di betulla, una sostanza ricavata dalla corteccia di betulla riscaldata. Rinvenuti negli anni ’90 da Huseby Klev, in Svezia, i residui sono stati datati tra 9.890 e 9.540 anni fa.

Il gruppo di ricerca ha creato profili del DNA microbico, vegetale e animale trovato su ciascun campione, per poi confrontarli con quelli associati al materiale genetico moderno. Gli scienziati hanno scoperto che i profili microbici del DNA sul catrame erano molto simili a quelli presenti nella bocca umana moderna, ma anche alla placca dentale umana antica. Questo suggerisce che i residui di betulla analizzati erano stati masticati da esseri umani affetti da malattie gengivali e carie.

Utilizzando un sistema di intelligenza artificiale, gli autori hanno poi valutato la presenza di infezioni nei resti masticati. Gli esperti spiegano che i gruppi di cacciatori-raccoglitori delle antiche società erano soliti utilizzare i denti per diverse funzioni, il che aumentava il rischio di contrarre malattie gengivali. Il team ha poi identificato sequenze di DNA coerenti con quelle di una serie di specie animali e vegetali, probabilmente, ipotizzano gli autori, masticati dai gruppi di umani prima del catrame di betulla.

Tali elementi, commentano ancora gli studiosi, includevano fonti di cibo, pellicce e strumenti in osso. Questi risultati, concludono gli scienziati, evidenziano la scarsa salute orale di un gruppo di cacciatori-raccoglitori scandinavi del Mesolitico e forniscono informazioni sulla loro alimentazione, sull’uso degli strumenti e sull’ambiente locale. 

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