domenica, Giugno 16, 2024
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“Senza Raisi il quadro politico iraniano resta invariato”

AGI – Nonostante i cambiamenti importanti che si profilano in Iran, “si prevede che le politiche fondamentali della Repubblica Islamica rimarranno invariate perché il presidente e il ministro degli Esteri iraniani operano nel quadro stabilito dalla Guida Suprema, che detiene la massima autorità sulle questioni statali”. A sostenerlo è Shahin Modarres, direttore dell’Iran Desk del centro studi ITSS di Verona, contattato da AGI prima che finissero le ricerche dell’elicottero disperso che trasportava il presidente Ebrahim Raisi, e il ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian, e la notizia della loro morte. L’accentuata centralizzazione del potere nelle mani della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ha come risvolto – spiega – “che anche di fronte a cambiamenti di leadership, le direttive fondamentali della Repubblica Islamica probabilmente persisteranno”.

 

 

Modarres rammenta come il leader supremo eserciti un ampio potere su tutti i rami del governo, compresi l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario: “Ciò garantisce che le politiche chiave e le decisioni strategiche siano allineate con la sua visione e le sue direttive. Di conseguenza, qualsiasi cambiamento nella presidenza o in altre posizioni di alto rango ha in genere un impatto limitato sulla direzione generale del Paese”.  L’altro pilastro imprescindibile per la stabilità del potere politico iraniano è il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che – prosegue lo studioso – “opera sotto la diretta supervisione della Guida Suprema, consolidando ulteriormente la continuità delle politiche fondamentali del regime indipendentemente dai cambiamenti negli altri ruoli governativi”.

Un’altra figura chiave del regime, eventualmente in ascesa, secondo Modarres, potrebbe essere quella di Mohammad Mokhber, che controlla importanti fondazioni economiche, come la Fondazione dell’Ordine Direttivo dell’Imam Khomeini, la più grande fondazione iraniana, e svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della continuita’ del regime garantendo che l’e’lite al potere rimanga coesa. “L’attuale leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, è anziano e ha problemi di salute, il che aumenta la possibilità di una rapida successione che potrebbe vedere – a suo avviso – il potente Mohammad Mokhber allearsi con Mojtaba Khamenei, il figlio del Leader Supremo, in caso di successione: “un’alleanza tra Mokhber e Mojtaba Khamenei potrebbe rafforzare ulteriormente la continuità delle politiche attuali”, osserva Modarres. 

 

 

 

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