lunedì, Gennaio 5, 2026
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Starlink a rischio, SpaceX abbassa l’orbita della flotta

AGI – Il cielo sopra le nostre teste sta per diventare un po’ più “basso”, almeno per quanto riguarda la flotta di SpaceX. Con una mossa strategica annunciata su X, l’azienda di Elon Musk ha confermato che inizierà una massiccia operazione di ridispiegamento: circa 4.400 satelliti Starlink abbasseranno la loro orbita, passando dalle attuali 342 miglia (550 km) a circa 298 miglia (480 km).

La decisione non è un capriccio tecnico, ma una risposta calcolata a due grandi sfide spaziali, il capriccioso ciclo del Sole e il crescente affollamento dell’orbita terrestre bassa (LEO). A spiegare questa decisione è stato Michael Nicolls, vicepresidente dell’ingegneria Starlink, attraverso un post su X. Il cuore del problema è il cosiddetto “decadimento balistico“.

Vicini al “minimo solare”

L’attività solare segue un ciclo di 11 anni. Dopo aver superato il picco del Ciclo Solare 25, ci stiamo ora avviando verso il “minimo solare“, previsto intorno al 2030. Quando il Sole è meno attivo, l’atmosfera terrestre si contrae e diventa meno densa. Questo significa che c’è meno attrito per i satelliti. Se da un lato questo risparmia carburante, dall’altro è un rischio. Un satellite fuori uso o un detrito impiega molto più tempo a precipitare e bruciare nell’atmosfera. “L’abbassamento dell’orbita comporterà una riduzione superiore all’80% del tempo di decadimento – ha spiegato Nicolls – quello che oggi richiederebbe 4 anni per deorbitare, a una quota inferiore richiederà solo pochi mesi”.

Spazio vitale e rischio collisioni

Oltre al meteo spaziale, c’è una questione di puro spazio vitale. Sotto la soglia dei 500 km, il numero di oggetti e costellazioni pianificate è drasticamente inferiore. Spostarsi più in basso significa, in parole povere, trovarsi in una zona meno trafficata, riducendo il rischio di collisioni aggregate. Oggi Starlink domina i cieli con circa 9.400 satelliti operativi (ovvero due terzi di tutti i satelliti attivi in orbita), ma non sarà sola a lungo. La Cina ha già dato il via alla costruzione di due megacostellazioni che, a regime, prevedono oltre 10.000 veicoli spaziali ciascuna. In un panorama così denso, il rischio di “manovre non coordinate” da parte di altri operatori è altissimo. SpaceX vuole giocare d’anticipo, se un satellite Starlink dovesse guastarsi, trovarsi a 480 km di altezza garantisce che il “cadavere” spaziale rientri sulla Terra quasi immediatamente, invece di restare un proiettile vagante per anni.

Affidabilità e prudenza della flotta Starlink

Nonostante l’enorme numero di unità, la flotta Starlink vanta un’affidabilità sorprendente. Secondo i dati forniti da Nicolls, attualmente ci sono solo due satelliti “morti” ancora in orbita. Tuttavia, con migliaia di nuovi lanci previsti ogni anno, la prudenza non è mai troppa.

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