AGI – La maggioranza stoppa la proposta di legge unitaria delle opposizioni sul congedo paritario per entrambi i genitori. E le opposizioni insorgono: “Il centrodestra e Meloni fuggono dal confronto e affossano una legge che aiuta le donne”. La proposta, a prima firma Elly Schlein e sottoscritta da tutti i leader delle forze di minoranza, prevede cinque mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile. In sostanza, le opposizioni chiedono di equiparare i mesi di congedo parentale previsti per le madri e i padri, portandoli dall’80 al 100%.
Ma il centrodestra respinge la proposta, chiedendo prima un parere alla Ragioneria generale dello Stato, che arriva oggi e valuta “inidonee” le coperture finanziarie previste dal testo, per poi approvare un parere negativo in commissione Bilancio con il quale si chiede la “soppressione” degli articoli del provvedimento.
Cade nel vuoto l’appello di tutte le forze di opposizione affinché si rinvii l’esame da parte dell’Aula, così da poter riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti e ridefinire le coperture. E a nulla serve l’appello rivolto dalla segretaria del Pd direttamente alla premier Giorgia Meloni di “ripensarci”. Il centrodestra, con 23 voti di scarto, respinge al mittente la richiesta di rinvio. Riprende quindi in Aula l’esame della proposta di legge, ma è già destinata a finire nel cestino: vengono infatti approvati dall’Assemblea di Montecitorio, a maggioranza, gli emendamenti soppressivi del testo.
“Io mi chiedo come la presidente Meloni, la prima presidente del Consiglio donna di questo paese, possa essere contraria a questa legge. E mi chiedo a che cosa serva una premier donna se non si batte per migliorare le condizioni di vita di tutte le altre donne di questo paese”, attacca in Aula la leader dem. Non è la prima volta, ricordano le opposizioni, che la maggioranza “con degli escamotage” “affossa” o si “appropria” delle proposte di legge in quota opposizioni, come successo per il salario minimo o per la riduzione dell’orario di lavoro.
La delle minoranze
“Una occasione persa della maggioranza di aprire un dibattito su una misura che sarebbe una rivoluzione culturale nel paese”, dice Schlein in una conferenza stampa convocata assieme a Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Maria Elena Boschi e Elena Bonetti a ridosso delle votazioni in Aula. “Ci siamo resi disponibili a trovare altre coperture”, ricorda Schlein, e “siamo qui a chiedere al centrodestra di fermarsi e a Giorgia Meloni, prima donna premier, di assumersi la responsabilità di dirci perché non vuole la legge”.
Per Angelo Bonelli di Avs “la regia politica e la linea politica che oggi la presidente Meloni ha deciso su un tema così importante è quella della chiusura. Meloni ha costruito una politica contro le famiglie italiane, contro le donne e contro chi vorrebbe avere dei figli”, incalza. “Meno male che in campagna elettorale Meloni aveva detto di essere pronta a dare un sostegno alle famiglie. Ormai il tasso di natalità è sceso a 1,18 e ci aspettiamo un tasso ancora più basso”, afferma il leader M5s Conte, che promette: “La battaglia non si ferma qui”.
Questa “è l’arroganza della destra ogni volta che le opposizioni mettono in campo una proposta”, aggiunge Fratoianni. Così vengono “discriminate le donne”, aggiunge Bonetti di Azione mentre il segretario di Più Europa Magi ricorda che si tratta di “un film già visto”, e Boschi di Iv osserva: “Le opposizioni sono tutte unite. È accaduto alle regionali, è accaduto su tante proposte. Qui c’è una coalizione unita e pronta a governare e questo spaventa la maggioranza che non si siede nemmeno al tavolo delle opposizioni”. Parole su cui Bonetti tiene però a precisare: “Le opposizioni sono unite su questo tema, ma non parlerei di coalizione perché noi di Azione non siamo in coalizione”. Punzecchiature a parte, le opposizioni fanno quadrato e difendono compatte la proposta di legge.
La replica della maggioranza
Ma la maggioranza tira dritto: nessuna apertura alle richieste delle minoranze. Ci pensa Walter Rizzetto, di FdI, presidente della commissione Lavoro, a replicare alle accuse: “Con la prima legge di Bilancio del governo Meloni sono stati aumentati i congedi parentali dal 30% all’80% per un mese. E non ci siamo fermati, perché con la legge di Bilancio 2024 abbiamo aumentato di un altro mese e con quella per il 2025 abbiamo aumentato i congedi aggiungendo ancora un mese: congedi da 3 mesi sino all’80%”, dice intervenendo in Aula. Poi, respingendo al mittente le critiche, osserva: “Siamo stati noi incapaci di trovare soluzioni oppure prima non è stato fatto nulla? Quando dite ‘dovreste avere il coraggio di bocciare questa pdl’, io dico: perché il Pd non ha avuto il coraggio di votare tre leggi che hanno aumentato dal 30% all’80% l’indennità per i congedi?”.



