lunedì, Agosto 31, 2026
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Supergulp, quando i fumetti arrivarono in tv

AGI – “E l’ultimo chiuda la porta”. Probabilmente non c’è (quasi) nessun attuale adulto della Generazione X che non risponderebbe così all’altra ‘parola d’ordine’ “dice il saggio, tutto è bene ciò che finisce bene”.

E altrettanto probabilmente qualcun altro, per trascinamento, finirebbe per dire cose tipo “ebbene sì, maledetto Carter, hai vinto anche stavolta”.

L’avvento di Suergulp, un cambiamento epocale

È che prima dei social, prima dei videogiochi, e anche prima delle tv commerciali, in piena età dell’analogico insomma, i fumetti la facevano da padrone – insieme, ovviamente, alle figurine dei Calciatori – nell’immaginario collettivo dei più giovani e quando le ’strip’ sbarcarono in televisione, cioè sulla Rai (e in prima serata) beh cominciò davvero un’altra fase. Quella di Gulp, prima, e SuperGulp poi.

Roba che oggi si direbbe virale e che allora sfornava, appunto, tormentoni.

De Maria e i ‘fumetti in tivvù’

L’esordio è nel 1972 e si deve a Guido De Maria, scomparso oggi, il disegnatore, pubblicitario, autore televisivo e regista di spot pubblicitari – tra i quali, per dire, quello della ‘camicia con i baffi’ con Maurizio Costanzo – che fu coinvolto da Giancarlo Governi – che per la Rai ha firmato anche la ‘Storia di un Italiano’ dedicata ad Alberto Sordi – nella realizzazione di un programma di ‘fumetti in tivvù’, come appunto cantava l’inconfondibile sigla.

A tenere a battesimo la trasmissione, due mostri sacri della comicità surreale, Cochi e Renato.

Nick Carter, il furbissimo detective accompagnato dagli assistenti Patsy (quello della porta chiusa) e Ten (quello del ‘dice il Saggio’) sempre alle prese con un mago dei travestimenti come Stanislao Moulinsky – altro ‘meme’, come si direbbe oggi, per la frase che usava quando veniva immancabilmente scoperto –  è il protagonista di una ‘striscia’ creata apposta per l’occasione, con la voce di un altro pezzo da novanta della, allora, celluloide: Carlo Romano, cioè Don Camillo o Eli Wallach nel Buono, il brutto, il cattivo, tanto per non dilungarsi.

Il successo della scena umoristica italiana

Insomma, la stoffa c’è, e il successo pure, anche se bisognerà attendere il 1977, e la tv a colori, per l’upgrade a ‘Supergulp’, e qui arrivano – stavolta si tratta di vere animazioni, non immagini statiche delle varie tavole – Tintin, Alan Ford, Sturmtruppen, Corto Maltese, i Fantastici Quattro, L’uomo ragno. Poi toccherà a Cocco Bill, Mandrake, Lupo Alberto, Thor, sempre solo citando alcuni dei nomi che, a parte quelli dell’universo Marvel, erano, e sono ancora, dei cult della scena umoristica italiana. Si andò in onda fino al 1981, sempre su Rai2 (Secondo Programma e Seconda Rete tra il 1961 e il 1983).

La versione corrente è che si decise di chiudere i battenti prima che l’onda dei cartoni giapponesi rischiasse di intaccare gli eccellenti ascolti. Insomma, la porta la chiusero loro prima di diventare ultimi.

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