lunedì, Settembre 14, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Svezia in bilico, solo tre seggi di differenza tra le due coalizioni. Arretra l’estrema destra

AGI – Se uno degli interrogativi principali delle elezioni in Svezia era valutare la crescita delle destre a livello europeo, la serata elettorale ha già fornito alcune prime risposte. Restano però ancora molte incognite da sciogliere prima di conoscere l’esito definitivo del voto.

Il dato più significativo emerso dai risultati parziali è la flessione della destra radicale dei Democratici Svedesi, che ottengono il 17,6% dei consensi. Il partito si colloca al terzo posto dietro i Socialdemocratici (28,1%, anch’essi in calo di due punti rispetto al 2022) e i Moderati (19,9%).

Il primo arretramento dei Democratici Svedesi

Per l’ultradestra svedese si tratta del primo calo in una consultazione nazionale dalla sua nascita, con una perdita di circa tre punti percentuali rispetto alle elezioni del 2022.

«È evidente che abbiamo perso qualche punto percentuale rispetto al risultato elettorale di quattro anni fa», ha ammesso il leader Jimmie Akesson. Secondo il dirigente del partito, tuttavia, la formazione esce rafforzata dalla campagna elettorale perché «sono molte di più le persone nel nostro Paese che non considerano più imbarazzante dichiararsi Democratici Svedesi».

Il risultato assume particolare rilevanza anche perché, alla vigilia del voto, si ipotizzava che una vittoria della coalizione di centrodestra, che attualmente sostiene il governo guidato da Ulf Kristersson, avrebbe potuto portare il partito di Akesson a entrare per la prima volta nell’esecutivo con propri ministri. Attualmente, infatti, i Democratici Svedesi garantiscono soltanto un appoggio esterno al governo.

Crescono i partiti minori

A guadagnare consensi sono invece quasi tutte le formazioni minori. Il partito della Sinistra raggiunge l’8,2%, seguito dal Centro al 7,1%, dai Cristiano-democratici al 6,2% e dai Verdi al 6,1%.

Chiudono i Liberali con il 5,4%, protagonisti di una rimonta considerata impensabile fino a poche settimane fa, quando i sondaggi li collocavano poco sopra l’1% e a rischio esclusione dal Parlamento a causa della soglia di sbarramento fissata al 4%.

Maggioranza appesa a pochi seggi

I verdetti della notte elettorale non sono però definitivi. Con il 94% delle schede scrutinato, tra le due coalizioni ci sono soltanto tre seggi di differenza: 176 seggi contro 173 a favore delle opposizioni di centrosinistra.

In termini di voti, il centrosinistra otterrebbe il 49,5% dei consensi contro il 49,1% raccolto dai quattro partiti del centrodestra. Un margine ridottissimo che mantiene aperta ogni possibilità.

La situazione resta infatti in bilico perché solo mercoledì saranno conteggiati gli ultimi voti provenienti dall’estero e le schede del voto anticipato giunte in ritardo. Un dato particolarmente importante considerando che quest’anno gli elettori che hanno votato in anticipo hanno raggiunto la cifra record di 3,6 milioni di persone.

Le reazioni dei leader politici

Una volta certificati i risultati definitivi, il mandato per tentare la formazione del governo sarà affidato al leader della coalizione vincitrice.

«Se questo risultato sarà confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo», ha dichiarato la leader dei Socialdemocratici ed ex premier Magdalena Andersson, la prima a intervenire tra i leader dei maggiori partiti durante la notte elettorale.

Andersson ha definito il confronto «molto combattuto», precisando che «noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci la responsabilità del risultato».

Di segno opposto l’interpretazione del premier uscente Ulf Kristersson, secondo cui il dato «chiaro» emerso dalle urne è che «i tre partiti di sinistra», ossia Socialdemocratici, Verdi e Sinistra, non sono riusciti a ottenere una maggioranza parlamentare autonoma.

Anche Kristersson ha tuttavia riconosciuto che l’esito potrebbe portare a una fase complessa di negoziati per la formazione del nuovo esecutivo.

Trattative difficili per il nuovo governo

Se il centrodestra, allo stato attuale, non dispone dei numeri necessari per governare autonomamente, anche all’interno del campo progressista la strada appare tutt’altro che semplice.

I possibili negoziati sono infatti complicati dai veti incrociati tra il partito della Sinistra e quello del Centro, elemento che potrebbe rendere particolarmente laboriosa la costruzione di una maggioranza stabile.

«Questo voto è ancora più avvincente di quattro anni fa», ha commentato Akesson nel corso della notte elettorale. Una dichiarazione che sintetizza bene il clima di incertezza che continua a caratterizzare la politica svedese, dove le trattative sembrano essere appena cominciate.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO