giovedì, Aprile 9, 2026
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Ternana Calcio: il progetto dello stadio – clinica diventa un caso politico

AGI – La Ternana Calcio e il progetto sullo stadio portato avanti da Stefano Bandecchi, sindaco di Terni diventano un caso politico. Sia il deputato di Avs, Filiberto Zaratti, che i deputati del Movimento Cinque Stelle, Stefania Ascari, e del Partito Democratico, Walter Verini, denunciano da tempo quelle che, a detta dei parlamentari dei tre partiti di centrosinistra, rappresenterebbero gravi anomalie nel progetto di demolizione dello storico Stadio Edmondo Liberati di Terni.

Lo stadio della Ternana e la clinica privata 

In particolare, nel mirino è finito il ruolo rivestito dal sindaco Stefano Bandecchi, perché “promotore politico del progetto, risulta anche proprietario del terreno su cui dovrebbe sorgere una clinica privata, parte integrante del medesimo intervento. Il fatto che lo stesso sindaco debba rilasciare le autorizzazioni urbanistiche necessarie genera un evidente e potenzialmente dannoso conflitto di interessi”, si fa notare.

I costi del progetto 

È un fatto che secondo valutazioni tecniche riportate negli atti parlamentari, l’eventuale convenzionamento della clinica con il Servizio Sanitario Regionale potrebbe generare introiti pubblici annui tra i 15 e i 20 milioni di euro, trasferiti a una struttura privata su terreno riconducibile al sindaco in carica.

Per Zaratti manca la trasparenza sulle modifica societaria della Ternana Calcio 

Ed è un altro fatto che la allora modifica societaria della Ternana Calcio, passata da S.p.A. a S.r.l. l’11 aprile 2025, con quote in capo a due società (N21 Holding S.r.l. e Rabona S.r.l.) e a persone fisiche riconducibili ai fratelli D’Alessandro, avrebbe generato – secondo Zaratti –, “dubbi circa la trasparenza e la compatibilità con il Testo Unico degli Enti Locali che regola i rapporti tra enti pubblici e soggetti economici controllati o partecipati”.

Le richieste di Avs, Pd e M5s 

Per questo le tre forze politiche hanno chiesto lumi ai ministri dello Sport, della Salute, degli Interni e delle Infrastrutture sulla regolarità delle procedure amministrative connesse al progetto, inoltre, se “si intendano promuovere interventi per tutelare i beni pubblici da operazioni speculative di natura privatistica, e per garantire il rispetto del principio di imparzialità nella gestione della cosa pubblica”.

La crisi della Ternana Calcio 

Intanto, come anticipato da AGI, il tribunale amministrativo regionale ha bocciato il progetto Stadio/Clinica, sullo sfondo, invece, resta la grave situazione finanziaria in cui versa la Ternana Calcio e le incertezze sul destino del club rossoverde che diventano ogni giorno che passa sempre più pesanti.

La ‘girandola’ dei patron della Ternana Calcio 

In attesa del consiglio federale del prossimo 18 aprile, gli scenari sono almeno due: l’apertura dello stato di crisi o la ricapitalizzazione della società. Per ciò che riguarda quest’ultima ipotesi, la famiglia Rizzo, attuale proprietaria della squadra, sembra voler uscire di scena. Sarebbe così il quarto cambio proprietario negli ultimi tre anni: dall’Unicusano a Nicola Guida, da Stefano D’Alessandro alla famiglia Rizzo. Dopo di loro, potrebbe esserci la liquidazione, dato che compratori, al momento, non se ne vedono, e la fine del calcio a Terni.

La replica del sindaco Bandecchi

Da parte sua, il primo cittadino di Terni, Stefano Bandecchi, non le manda a dire e sostiene che il Comune e la tifoseria siano i più danneggiati “dall’incompetenza politica della giunta regionale e dalla confusione inaffidabile dell’attuale proprietà. Vedremo le responsabilità politiche e commerciali di chi ha creato questo casino gravissimo”.

Nel frattempo, nel mirino del Parlamento è finito lui e i suoi potenziali conflitti di interessi e il prezzo simbolico di 100 euro con cui il terreno è uscito dal patrimonio della Ternana Calcio. A queste accuse Bandecchi, in un colloquio con AGI, ha risposto: “Da quando sono arrivato e ho tolto l’osso di bocca a quattro politici da strapazzo ho solo sentito parlare di conflitto di interessi.

“Esistono le sedi opportune, non certo il Parlamento, per andare a testare se esiste o meno il conflitto di interessi. Nessuno in tre anni è arrivato in tribunale, unico luogo deputato a questo. La legge mi dà la possibilità dopo un eventuale processo che dovesse darmi torto di scegliere il da farsi. A oggi sto agendo nella piena legalità e tutto ciò che viene portato in Parlamento è pura fuffa”, conclude il sindaco di Terni.

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