AGI – Finisce nella maniera più clamorosa e ‘sanguinosa’ (per i tifosi) la querelle che ha opposto nelle ultime settimane Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Sir Claudio, protagonista della clamorosa cavalcata dello scorso anno che ha portato la Roma a un passo dalla Champions e oggi uomo-simbolo della società giallorossa interrompe il rapporto col club. La notizia, confermata da fonti interne all’As Roma. Si attende il comunicato ufficiale.
I Friedkin hanno scelto di chiudere il rapporto con il senior advisor dopo la frattura sempre più evidente con l’allenatore, invitandolo alle dimissioni.
La quarta scelta e le tensioni a Trigoria
Lo scorso 9 aprile, nella conferenza alla vigilia di Roma-Pisa, Ranieri in un’intervista spiegò che erano stati valutati 5 o 6 allenatori, che tre avevano rifiutato e che alla fine la società aveva scelto Gasperini. In quella stessa occasione, Ranieri lo definì di fatto la “quarta scelta” dell’estate, formula poi ripresa da più testate nel racconto dello scontro con Gasperini: “Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici”, ha detto.
Il ruolo di advisor e il mercato
Ranieri ha poi precisato di essere l’advisor della proprietà e non di Gasperini, segnando una distanza netta tra i due ruoli. Ranieri ha rivendicato di aver partecipato alle scelte di mercato, sostenendo che nessun giocatore sarebbe arrivato senza l’approvazione di Gasperini. Allo stesso tempo, ha difeso la linea della società, spiegando che i vincoli del fair play finanziario avevano limitato le possibilità operative.
Resa dei conti e crisi di risultati
Gian Piero Gasperini ha provato a smorzare i toni, negando pubblicamente l’esistenza di screzi con Ranieri, ma il messaggio politico era ormai partito e nella Roma nessuno poteva più fingere che il problema non esistesse. La vicenda ha così assunto rapidamente i contorni di una resa dei conti interna. Ranieri, per anni figura di garanzia, è passato da uomo-simbolo a figura percepita come ingombrante nel nuovo equilibrio del club. Il paradosso è che proprio il tecnico che aveva aiutato la Roma a ritrovare ordine è diventato il centro di una frattura.
La scelta dei Frieddkin e lo stupore dei tifosi
La scelta della società di affidarsi a Gasperini, indicato da Ranieri come opzione condivisa ma non direttamente voluta da lui, ha cambiato gli equilibri e ha aperto una fase in cui ogni dichiarazione è diventata una prova di forza. Nel frattempo, il campo non ha riservato, dopo una prima fase esaltante per i tifosi, una serie di delusioni che hanno compromesso anche l’apparente serenità interna al club. Il problema, infatti, non era solo il rendimento, ma la convivenza impossibile tra due figure troppo forti.
Ranieri ha mantenuto la sua linea, Gasperini ha difeso la propria autonomia, la proprietà ha osservato. Fino a oggi quando è arrivata come un fulmine a ciel sereno la decisione: interrompere il rapporto con Ranieri per chiudere il conflitto e salvaguardare il progetto tecnico. Ranieri esce di scena come uomo di servizio, ma anche come ultima vittima di una transizione che a Trigoria continua a lasciare strappi. Adesso alla Roma tocca dimostrare che la scelta di voltare pagina non sarà solo un cambio di nomi, ma un vero punto di svolta. E i tifosi? Per ora sono solo esterrefatti e scioccati.



