AGI – Luiz Inácio Lula da Silva e il suo rivale Flavio Bolsonaro non si stanno risparmiando nel tentativo estremo di conquistare gli elettori in vista delle elezioni di oggi in Brasile. Donald Trump ha detto di seguire “molto da vicino” questa tornata elettorale dall’esito incerto, che giunge dopo una serie di recenti vittorie della destra in tutta l’America Latina.
Allerta sicurezza e tensioni diplomatiche
Washington ha sospeso i servizi consolari a Brasilia per “motivi di sicurezza” e l’Australia ha chiuso la propria ambasciata per lo stesso motivo dopo che la polizia ha compiuto perquisizioni e sequestri per possibili minacce alle sedi diplomatiche statunitensi, pur “non trovando prove a conferma”.
La pressione degli Stati Uniti su una campagna elettorale segnata da insulti e scandali e che ha contribuito ben poco a sanare la frammentazione politica del Brasile si è fatta sentire.
Edinho Silva, presidente del Partito dei Lavoratori (PT) di Lula, ha detto ai giornalisti che la decisione degli Stati Uniti di chiudere i consolati “non ha alcun senso. È uno dei modi in cui Trump cerca di influenzare l’opinione pubblica brasiliana”.
Sondaggi in equilibrio verso il ballottaggio
L’ottantenne Lula è testa a testa nei sondaggi con il figlio dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro e le rilevazioni danno per scontato il ballottaggio il 25 ottobre.
Ieri l’altro, durante un comizio di Lula a Rio de Janeiro cui hanno partecipato migliaia di persone, si sono levati forti e incessanti i clacson dei veicoli.
Nel frattempo, Flavio Bolsonaro ha lanciato un appello per un “mega-corteo” di motociclette in occasione del suo ultimo comizio elettorale, previsto ieri a San Paolo.
La battaglia per gli indecisi
Consapevoli dell’importanza degli elettori indecisi, entrambi gli schieramenti hanno monitorato con attenzione qualsiasi elemento potesse essere strumentalizzato a proprio vantaggio.
Negli ultimi giorni, il dibattito si è concentrato sulla santa patrona del Brasile, Nostra Signora di Aparecida, in seguito alla diffusione di voci secondo cui Flavio Bolsonaro avrebbe intenzione di declassarne il ruolo in caso di elezione.
Bolsonaro, 45 anni, ha smentito categoricamente le accuse, mentre Lula è apparso stringendo tra le mani una statua dell’amata santa, dichiarando che “toccare” la sua figura sarebbe “inaccettabile”.
Successivamente, Bolsonaro e i suoi sostenitori hanno colto la palla al balzo quando Lula ha definito gli uomini “codardi” di fronte all’esame della prostata, osservando invece che “le donne imparano a farsi toccare fin da giovani”, con riferimento alle visite ginecologiche. Ed è stato subito meme.
Le promesse di Lula
In questo clima turbolento, molti dei 160 milioni di elettori registrati nel Paese si mostrano disillusi dalle opzioni a disposizione.
Lula punta a ottenere un quarto mandato (non consecutivo), vantandosi di essere in forma smagliante nonostante l’età avanzata. Ha fatto della sovranità brasiliana un pilastro della sua campagna elettorale, avvertendo Trump di non “interferire” nelle elezioni.
Durante il suo precedente mandato, l’ex leader sindacale ha ottenuto una riduzione dell’inflazione e della disoccupazione, oltre a frenare drasticamente la deforestazione dell’Amazzonia.
Tuttavia, gli elettori lamentano l’alto costo della vita e molti sono ormai esasperati dalla violenza e dalla criminalità.
Nelle ultime settimane, il presidente ha annunciato una serie di misure popolari, tra cui l’aumento dei sussidi sociali e il divieto delle scommesse sportive, fenomeno che ha trascinato molte persone nel vortice dei debiti e della ludopatia.
Le difficoltà di Bolsonaro
Bolsonaro, un tempo poco noto e senatore dal 2019, si è rivelato un avversario ostico per Lula, anche quando è emerso che era indagato per corruzione in relazione al finanziamento del film biografico “Dark Horse”, dedicato a suo padre.
Nel corso della campagna elettorale, è stato costretto ad ammettere di aver chiesto al banchiere detenuto Daniel Vorcaro, figura centrale di una delle più vaste frodi finanziarie del Brasile, di finanziare la pellicola.



