AGI – Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il Tribunale del Riesame di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 42enne bengalese che lo scorso 31 agosto avrebbe molestato una 13enne all’interno di un minimarket.
In un primo momento, il giudice aveva disposto l’obbligo di firma perché l’uomo, incensurato, aveva avuto un atteggiamento collaborativo e aveva ammesso di aver “sbagliato”. Per questo motivo, la Procura aveva fatto ricorso, sottolineando il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
L’episodio choc
La vittima, una ragazzina connazionale di 13 anni, è stata molestata il 31 agosto scorso nel quartiere Borgo Vittoria, alla periferia Nord di Torino, dove si trova il minimarket in cui il 42enne lavora come commesso e la bambina era andata a comprare la merenda per lei e i suoi fratelli. Dopo la denuncia da parte della giovane, l’uomo è stato sottoposto a fermo, ma rilasciato qualche ora dopo dal gip che ha disposto l’obbligo di firma come unica misura cautelare. Il 17 settembre ci sarà una nuova udienza, sempre davanti al Tribunale del Riesame, dopo il ricorso presentato dall’avvocato dell’uomo sempre in merito all’ordinanza del giudice.
Le proteste e la reazione della politica
Il caso ha scatenato un’ondata di polemiche a livello nazionale, al punto che il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni si sono pronunciati in merito. Quest’ultima infatti ha scritto sui suoi social: “Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo”. Per poi aggiungere: “Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile”.



