AGI – Gli alleati della Nato studiano le mosse di Trump. Gli Stati Uniti invieranno altri 5mila soldati statunitensi in Polonia. La mossa di Donald Trump (resa nota nella notte di ieri) si staglia tra l’annuncio del Pentagono di martedì sulla riduzione da quattro a tre delle brigate di combattimento basate in Europa (“Brigade Combat Teams”) e la riunione di ministri degli Esteri della Nato in corso in Svezia.
I ministri degli Esteri della Nato in Svezia
I ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica si riuniscono questa mattina a Helsingborg, in Svezia, con un obiettivo principale: sondare il segretario di Stato americano Marco Rubio sui movimenti di truppe in Europa su cui lavora Donald Trump.
Da un lato la minaccia di togliere 5.000 militari dalla Germania, rea di non avere appoggiato come molti altri Trump sull’Iran, dall’altro appunto l’annuncio di 5.000 soldati in più in Polonia in virtù del rapporto speciale con il presidente Karol Nawrock.
Sul tavolo non solo la reazione di Trump di fronte al rifiuto degli alleati di intervenire nel Golfo, ma anche capirne l’affidabilità sul dossier Ucraina. Rubio, considerato una colomba, ha confermato comunque l’inclinazione di Washington a “riesaminare” i suoi legami con la Nato. Il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha minimizzato l’impatto dei ritiri statunitensi, parlando di “normale amministrazione”. L’importante, ha detto, è “che la deterrenza e la difesa complessiva rimangano forti”.
In Svezia è arrivato ieri sera anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sull’Ucraina, ha fatto sapere la Farnesina, ribadirà il convinto sostegno a Kiev e l’importanza di una piena convergenza tra Ucraina, Europa, Usa e la comunità euro-atlantica nel suo insieme per raggiungere una pace giusta con robuste garanzie di sicurezza.
Sulla crisi in Medio Oriente, il ministro tornerà a sottolineare il rilievo strategico del Fianco Sud per la stabilita’ euro-atlantica, anche in un quadro di cooperazione Nato-Ue e di un rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza. Tajani confermerà inoltre la disponibilità dell’Italia a partecipare a sforzi multilaterali per il ripristino del transito a Hormuz quando le condizioni lo consentiranno



