AGI – La guerra tra Iran e Stati Uniti sembra giunta al termine. “Abbiamo raggiunto un ottimo accordo e presto ci sarà la firma, forse già nel weekend in Europa. Io non potrò partecipare ma ci sarà il mio vice JD Vance”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Abbiamo un accordo che farà sì che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare”, ha affermato, aggiungendo che la firma dovrebbe arrivare “molto rapidamente” e che anche Teheran avrebbe interesse a chiudere l’intesa. Trump ha detto di aver parlato con diversi leader della regione, tra cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e con i leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein e Kuwait. Ha inoltre annunciato un prossimo colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il presidente statunitense ha sostenuto che l’accordo potrebbe favorire nuove relazioni positive nella regione e ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà “ufficialmente aperto” non appena verrà firmata l’intesa.
Trump in precedenza aveva annullato l’attacco all’Iran
Poco prima Trump aveva annunciato di aver annullato i bombardamenti previsti contro l’Iran. In un messaggio pubblicato su Truth ha spiegato di aver preso la decisione dopo aver constatato che i colloqui con la Repubblica islamica erano stati esaminati e approvati dalle più alte autorità iraniane. Secondo Trump, “gli ultimi punti delle discussioni sono stati approvati, nei principi e nei dettagli”, da tutte le parti coinvolte, citando tra gli altri Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto. Ha precisato che il blocco dei porti iraniani resterà in vigore fino alla finalizzazione dell’intesa e che data e luogo della firma saranno annunciati a breve. L’annuncio rappresenta un netto cambio di tono rispetto alle dichiarazioni rilasciate nelle ore precedenti. Trump aveva infatti minacciato di colpire l’Iran “molto duramente” e di assumere il controllo di infrastrutture petrolifere strategiche del Paese, compresa l’isola di Kharg, principale terminal per l’export di greggio iraniano. In un’intervista a Fox News, il presidente aveva affermato che nuovi bombardamenti erano previsti per la serata e che sarebbero stati “più potenti” dei precedenti. Aveva inoltre evocato la possibilità di prendere il controllo dell’isola di Kharg e di altre infrastrutture energetiche iraniane, pur senza fornire dettagli sull’eventuale impiego di truppe americane sul terreno. Trump aveva tuttavia ammesso di non sapere se gli Stati Uniti avessero la volontà politica di intraprendere un’operazione del genere, osservando che gli americani preferirebbero vedere i soldati tornare a casa. Pur sostenendo che gli Stati Uniti sarebbero in grado di controllare l’intero Paese con un contingente limitato, aveva ribadito di non voler impiegare forze terrestri. L’isola di Kharg, situata nel nord del Golfo Persico a circa 30 chilometri dalle coste iraniane, ospita il principale terminal petrolifero del Paese e gestisce circa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano. Trump aveva già affermato in precedenza che il sito era stato colpito da uno dei più potenti raid aerei mai condotti nella regione. Un’ipotesi, quella dell’attacco all’isola di Kharg che “non è più sul tavolo”.
Trump e le parole su Khamenei
“Mi risulta di sì“. Così il presidente americano, Donald Trump, ha risposto alla domanda se la Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, abbia approvato l’intesa con gli Stati Uniti. Nell’accordo – ha sottolineato il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti – viene affermato che “l’Iran non potrà avere l’arma nucleare”. “Credo davvero che si tratti di un cambio di regime, perché trovo che queste persone siano state molto più razionali di quelle che non sono più con noi. Abbiamo eliminato la prima squadra di leadership, la seconda squadra di leadership. Questo è un gruppo diverso, è un livello diverso, e penso francamente che sia un livello più intelligente, un livello ragionevole, e tutti hanno approvato l’accordo. Tutti hanno approvato l’accordo. Ora lo porteremo a termine, e speriamo che sia fatto. Non permetteremo all’Iran di avere un’arma nucleare”, ha aggiunto. “Si tratta – ha aggiunto – di un memorandum d’intesa molto forte, un po’ concettuale, ma è qualcosa che si farà, e se per qualsiasi motivo non dovesse accadere, cosa che non riesco a immaginare, loro lo vogliono firmare tanto quanto me, o anche di più. Direi che lo vogliono firmare di più, forse molto di più, ma è un memorandum d’intesa molto dettagliato, concordato anche da molti altri paesi che hanno una grande influenza su di loro, e tutti vogliono che venga fatto”. Gli iraniani vogliono l’accordo perché “li abbiamo colpiti duramente negli ultimi tre giorni, li avremmo colpiti ancora più duramente stasera. Sapevano che avevamo detto loro esattamente cosa avremmo fatto. Lo abbiamo spiegato esattamente, perché non avevano una marina, non avevano un’aviazione, non avevano armi di rilevamento, non avevano niente, e quindi potevamo dire loro esattamente cosa non c’era niente che avrebbero potuto fare al riguardo, e abbiamo vinto questa guerra militarmente fin dall’inizio. L’unica cosa che non abbiamo vinto – ha osservato ancora – è stata la disinformazione. Non importa se avessero alzato bandiera bianca e si fossero arresi, e la fake news avrebbe detto: ‘Oh, se la sono cavata meravigliosamente’. Non se la sono cavata meravigliosamente ma hanno la possibilità di costruire un Paese, il loro paese è stato di nuovo in gran parte demolito”.
Il nucleare iraniano
“Non solo non avranno, ma non acquisteranno, svilupperanno in alcun modo, in alcuna forma, in alcun modo o maniera un’arma nucleare. Non avranno un’arma nucleare”, ha evidenziato Trump.
La reazione israeliana all’intesa
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, esprime “apprezzamento” per l’intesa raggiunta tra il presidente americano, Donald Trump, e l’Iran pur precisando che Israele non ne fa parte. “Sebbene Israele non sia parte del memorandum d’intesa, il primo ministro ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale al termine dei negoziati includa la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento dell’infrastruttura di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno dell’Iran ai suoi proxy terroristici nella regione”, si legge in una nota dell’ufficio di Netanyahu dopo la telefonata avuta tra i due leader.



