mercoledì, Novembre 4, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Trump frena sull’Iran: “Nessun attacco imminente, ma siamo pronti”

AGI – Gli Stati Uniti non hanno piani immediati per un nuovo attacco contro l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in un’intervista al Financial Times, ridimensionando le indiscrezioni su una possibile escalation militare contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di metà mandato. “Sembra che stiamo ottenendo tutto quello che vogliamo”, ha affermato Trump nel corso di una conversazione telefonica durata sei minuti.

Interrogato sulle dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha lasciato intendere la possibilità di un attacco entro la fine della settimana, il presidente americano ha risposto: “Sono pronto, siamo pronti. Siamo armati e pronti a intervenire se necessario, ma potrebbe non essercene motivo”. Le dichiarazioni sono arrivate poche ore prima della chiusura dei seggi per le elezioni del Congresso, dominate dalle preoccupazioni degli elettori per l’inflazione e per l’aumento dei prezzi dei carburanti seguito alla decisione americana di entrare in guerra contro l’Iran.

L’Iran, il petrolio e lo Stretto di Hormuz

Trump ha sostenuto che i prezzi dell’energia diminuiranno sensibilmente dopo le elezioni di metà mandato. Secondo il presidente, attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per le esportazioni petrolifere del Golfo, transiterebbe attualmente più petrolio rispetto al periodo precedente alla guerra. Il blocco navale americano dei porti iraniani, ha aggiunto, starebbe inoltre soffocando l’economia di Teheran.

“È una situazione brillante”, ha dichiarato Trump, minimizzando la portata dello scontro militare con l’Iran.

“Non siamo realmente in guerra, perché li abbiamo colpiti con i bombardieri B-2 e abbiamo annientato il loro potenziale nucleare. Poi li abbiamo colpiti di nuovo, con l’operazione Epic Fury”, ha affermato. “Ma, se ci pensate, non combattiamo davvero una guerra contro di loro da molto tempo, sei mesi, forse di più”. Il presidente ha quindi precisato di non considerare il confronto con Teheran paragonabile a conflitti come quello in Ucraina o alle due guerre mondiali.

Proseguono i negoziati sull’uranio arricchito

Trump ha escluso di voler anticipare eventuali piani militari, confermando tuttavia che sono ancora in corso negoziati indiretti con l’Iran sul destino delle scorte di uranio arricchito, stimate in circa mille libbre, pari a circa 454 chilogrammi. Il presidente, che definisce il materiale “polvere nucleare”, ha espresso preoccupazione per la sua permanenza nei siti iraniani, nonostante si trovi sepolto sotto centinaia di tonnellate di roccia. “Non sono contento che sia ancora lì”, ha dichiarato. “È una delle questioni di cui stiamo discutendo con loro. I colloqui sono in corso e vedremo come andranno”. Le aspettative di una possibile svolta diplomatica nei negoziati tra Washington e Teheran hanno contribuito a far scendere le quotazioni del petrolio negli ultimi giorni. Il Brent ha perso oltre 10 dollari al barile, attestandosi intorno ai 104 dollari. Negli Stati Uniti, tuttavia, martedì i prezzi medi della benzina hanno raggiunto un nuovo massimo storico, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Le elezioni di metà mandato per Trump

Nel corso dell’intervista, Trump ha dedicato ampio spazio anche alle elezioni di metà mandato, esprimendo fiducia in una vittoria repubblicana nonostante i sondaggi precedenti al voto indicassero la possibilità che i Democratici conquistassero il controllo della Camera e del Senato. Il presidente ha rivendicato il successo dei suoi comizi elettorali, sostenendo che tutti gli appuntamenti della campagna siano stati caratterizzati da una partecipazione straordinaria. “Erano tutti un successo. C’erano migliaia e migliaia di persone fuori dalle grandi arene che non riuscivano nemmeno a entrare”, ha dichiarato.

Trump si è infine detto ottimista anche sui negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. “Penso che entrambe le parti siano arrivate al punto di dire: facciamo un accordo”, ha affermato. Un ottimismo che, secondo il Financial Times, non trova tuttavia riscontro tra i negoziatori ucraini.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO