mercoledì, Gennaio 14, 2026
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Trump, “le uccisioni in Iran si sono fermate”. La Farnesina invita gli italiani a lasciare il Paese

AGI – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che le “uccisioni in Iran e le esecuzioni si sono fermate”. “Lo scopriremo, sono sicuro che, se succederà, saremo tutti molto turbati, ma mi è appena arrivata l’informazione secondo cui le uccisioni sono finite, le esecuzioni si sono fermate”, ha aggiunto, parlando dallo Studio Ovale. 

Media, “probabile un imminente attacco Usa in Iran” 

Due fonti europee hanno riferito alla Reuters che “è probabile un attacco americano all’Iran nelle prossime 24 ore”. Il Daily Mail ha rivelato in esclusiva che l‘amministrazione Trump ha ricevuto una lista di obiettivi militari di alto valore, mentre il presidente sta valutando un attacco all’Iran. La United Against Nuclear Iran, un’organizzazione no-profit con sede a Washington, ha compilato un dossier e lo ha consegnato ai funzionari della Casa Bianca nelle prime ore di lunedì, prima di importanti riunioni sulla sicurezza.

Il documento rivela le coordinate esatte del quartier generale Thar-Allah del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), centro nevralgico della repressione. L’elenco degli obiettivi include quattro sotto-quartier generali chiave che sovrintendono a diverse regioni della capitale: il sotto-quartier generale Quds, che sovrintende alle operazioni di repressione nel nord e nel nord-ovest di Teheran, il sotto-quartier generale Fath nel sud-ovest, il sotto-quartier generale Nasr nel nord-est e il sotto-quartier generale Ghadr, che controlla il sud-est e il centro di Teheran.

Identificando questi siti e divisioni specifici, l’esercito statunitense avrebbe ora un’idea delle capacita’ dell’Irgc di coordinare l’uccisione dei propri cittadini, un’atrocità che ha irritato il presidente degli Stati Uniti e lo ha spinto a elaborare opzioni per intervenire in sostegno dei manifestanti.

L’Iran, “pronti a rispondere con decisione”

 L’Iran è pronto a rispondere con decisione” ai suoi nemici, Israele e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc), accusando i loro leader di essere dietro le proteste che hanno travolto la Repubblica islamica.

Le Guardie sono “al massimo della prontezza per rispondere con decisione all’errore di calcolo del nemico”, ha dichiarato il comandante Mohammad Pakpour in un comunicato citato dalla televisione di stato, accusando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di essere gli “assassini della gioventù iraniana”. 

La Farnesina invita gli italiani a lasciare il Paese 

“Adesso vediamo l’evolversi della situazione. Sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie dei nostri concittadini che sono là. La prima cosa che facciamo nei momenti di crisi” è salvaguardare “la sicurezza dei nostri concittadini. Seguiamo minuto per minuto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti in Senato.

 La Farnesina, si apprende da una nota della Farnesina, conferma l’indicazione di lasciare l’Iran ai cittadini italiani che possano farlo

Usa e Gb ritirano soldati dalla base statunitense in Qatar 

Il Regno Unito sta ritirando il personale da una base militare statunitense in Qatar. Lo rende noto Sky News. L’Iran ha ripetutamente affermato che adotterà ritorsioni contro le basi militari statunitensi nella regione in caso di attacco americano. Gli Stati Uniti hanno iniziato anche loro a ritirare parte del personale dalla base aerea di Al Udeid, gestita dagli Stati Uniti, in Qatar, la più grande base americana nella regione.

Il Qatar ha confermato la partenza di parte del personale dalla base statunitense di Al-Udeid a causa delle “attuali tensioni regionali“, dopo che Washington ha minacciato di intervenire in Iran, scosso da oltre due settimane di proteste anti-governative e feroce repressione. Lo Stato del Golfo “continua ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e residenti, comprese le misure relative alla protezione delle infrastrutture critiche e delle installazioni militari“, hanno dichiarato le autorità in una nota.

I pasdaran nelle case dei manifestanti uccisi 

Forze di sicurezza in borghese e membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise nelle recenti proteste nella parte orientale di Teheran. Secondo fonti della testa di opposizione con sede a Londra, gli agenti hanno effettuato incursioni intimidatorie, usando armi, insultando e saccheggiando le abitazioni. Alle famiglie sarebbe stato ordinato di raccogliere i corpi delle persone uccise prima dell’alba e di effettuare le sepolture rapidamente e in privato, altrimenti i loro cari saranno sepolti in fosse collettive. Alle famiglie è stato anche comunicato che sarebbero state loro addebitate le spese per l’uso di munizioni vere. 

L’Iran ha convocato l’ambasciatore italiano a Teheran 

La reazione è che oggi hanno convocato il nostro ambasciatore a Teheran“. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando in Senato con i giornalisti che gli chiedono quale sia stato l’esito dell’incontro, avvenuto ieri alla Farnesina con l’ambasciatore iraniano chiamato a colloquio per esprimere le preoccupazioni e la condanna dell’Italia su quanto sta avvenendo in Iran con la repressione della protesta dei civili.

“I giornali italiani sono liberi di raccontare quello che vogliono. Le immagini delle Tv sono incontrovertibili su quello che accade in Iran. Se tutto il mondo è indignato ci sarà un motivo” risponde a proposito delle raccomandazioni che da Teheran starebbero arrivando in Italia agli esuli, secondo quanto riferito da loro stessi.

Scontro a distanza tra Iran e Stati Uniti

Il ministro della Difesa iraniano, generale di brigata Aziz Nafizardeh, ha dichiarato che il suo paese attaccherà le basi americane nella regione se gli Stati Uniti lanceranno un’offensiva contro la nazione persiana. “L’Iran attaccherà le basi statunitensi se verrà attaccato”, ha dichiarato il ministro della Difesa, secondo l’agenzia di stampa locale Mehr.

Ha affermato che “tutte le basi statunitensi e le basi militari di altri paesi nella regione che assistono gli Stati Uniti negli attacchi contro il suolo iraniano saranno considerate obiettivi legittimi“. “La risposta iraniana sarà dolorosa per i nemici” se l’Iran verrà attaccato, ha affermato il funzionario militare.

Il bilancio delle vittime e il massacro in Iran

Le cifre relative alle vittime delle proteste in corso in Iran restano estremamente variabili e non confermate ufficialmente. Sarebbero almeno tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l’Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza secondo quanto riferito ieri al New York Times da una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. Ad esempio, Iran International, media con sede a Londra, parla di almeno 12.000 persone uccise in quello che definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran”, concentrato in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio. Ieri, inoltre, la Cbs ha citato non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero tra i 12 mila e i 20 mila. Tra le vittime ci sono anche membri delle forze di sicurezza, ha aggiunto il funzionario, accusando i “terroristi” di essere responsabili delle morti. La discrepanza tra i bilanci evidenzia la difficoltà di ottenere dati indipendenti sulle violenze.

L’appello di Reza Pahlavi all’esercito

In questo contesto di violenza, Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià di Persia, ha lanciato un appello diretto all’esercito iraniano affinché si schieri a protezione dei cittadini manifestanti, definendolo l’esercito nazionale e non quello del regime. Pahlavi ha esortato i militari a unirsi ai compatrioti il prima possibile. Ha anche fatto riferimento al sostegno internazionale, citando il messaggio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha promesso che gli aiuti sono in arrivo.

L’intervento di Trump su Truth

Ieri Donald Trump, tramite un post su Truth, ha incoraggiato i “patrioti iraniani” a continuare a protestare e a documentare i nomi degli assassini e degli autori di abusi, assicurando che “pagheranno un prezzo elevato”. Il Presidente ha anche annunciato l’annullamento degli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non cesserà l’uccisione dei manifestanti.

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