martedì, Gennaio 6, 2026
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Trump minaccia Delcy Rodriguez: “Potrebbe essere la prossima”

AGI – Dopo la cattura di Nicolas Maduro, l’esercito venezuelano ha assicurato oggi che garantirà la democrazia nel Paese. “Abbiamo assicurato la continuità democratica del Venezuela e continueremo a farlo”, ha detto il ministro della Difesa e capo delle forze armate Vladimir Padrino Lopez, in un discorso televisivo alla nazione.

Primo atto di questa normalizzazione dopo l’incredibile blitz con cui gli USA hanno prelevato Nicolas Maduro da parte dell’esercito venezuelano è stato riconoscere Delcy Rodriguez come presidente ad interim.

Trump: Rodriguez Might Be Next 

Dall’America arriva intanto un messaggio di Donald Trump: il presidente USA ha avvertito la leader ad interim Delcy Rodriguez che le toccherà una sorte peggiore di quella di Maduro “se non fa ciò che è giusto”. In un’intervista a ‘The Atlantic’ (intitolata “Trump: Delcy Rodriguez Might Be Next“), il presidente statunitense ha difeso il cambio di regime nel Paese e ha avvertito Rodriguez che rischia di “pagare un prezzo molto alto, probabilmente più grande di Maduro”.

In un’intervista telefonica al giornale, il presidente ha chiarito di non avere intenzione di tollerare quella che ha descritto come la provocatoria condanna da parte di Rodriguez dell’intervento armato statunitense che ha portato alla cattura di Maduro. Parole che contrastano con gli elogi che le aveva rivolto ieri: poche ore dopo l’attacco a Caracas, Trump aveva detto che Rodriguez era pronta a collaborare con gli Stati Uniti. “E’ essenzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande”, aveva detto. Ma subito Rodriguez aveva respinto l’ipotesi assicurando che il Venezuela è”pronto a difendere le sue risorse naturali” e di voler portare avanti le politiche di Maduro. “Non saremo mai più una colonia“, aveva detto.

La giunta militare e l’appello alla normalità

In Venezuela sembra però che la situazione si stia normalizzando e che il rapimento di Maduro non abbia scalfito minimamente il potere della giunta militare. Le Forze Armate venezuelane hanno infatti chiesto alla popolazione di riprendere le normali attività nel paese, dopo “l’attacco” americano. “Invito il popolo venezuelano a riprendere attività economiche, sindacali e di ogni tipo educativo. La patria deve muoversi sulla sua via costituzionale“, ha dichiarato il ministro Lopez in un discorso televisivo. Il ministro ha anche esortato i cittadini venezuelani “alla pace, all’ordine”. Non bisogna “cedere alle tentazioni della guerra psicologica della minaccia della paura che vogliono imporci”, ha avvertito.

NYT rivela il piano segreto di Washington

Intanto il ‘New York Times rivela che il blitz di ieri a Caracas è stato preparato a lungo non solo dal punto di vista militare, ma anche politico. A quanto scrive il quotidiano, da settimane Washington aveva deciso di puntare sulla vice di Maduro, Delcy Rodriguez, come candidato per assumere la guida del paese, almeno temporaneamente. Rodriguez, hanno raccontato le fonti del giornale, aveva colpito i funzionari dell’amministrazione per il modo in cui ha gestito il settore petrolifero del Venezuela. E rassicurazioni erano arrivate anche da Caracas, dagli intermediari con cui gli USA sono entrati in contatto: Rodriguez “avrebbe protetto e sostenuto i futuri investimenti energetici americani“. Da qui la decisione. “Non dico che lei sia la soluzione permanente ai problemi del paese, ma è certamente qualcuno con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quello che avremmo potuto fare con lui”, ha spiegato una fonte dell’amministrazione.

Le condizioni di Rubio e l’embargo petrolifero

E del resto oggi è stato il segretario di Stato Marco Rubio a confermarlo. “Giudicheremo in base a ciò che fanno”, ha detto alla CBS, “se prenderanno decisioni giuste, lavoreremo con loro”. In caso contrario, “restano tutte le leve di pressione, a cominciare dall’embargo petrolifero“, ha ricordato.

Il rapporto difficile tra Trump e Maria Corina Machado

La scelta di appoggiare Rodriguez è stata quasi naturale. Il presidente americano Donald Trump non era mai apparso particolarmente entusiasta della leader dell’opposizione, Maria Corina Machado. Visto il personaggio, non è da escludere che uno dei motivi dell’assenza di feeling sia dovuto al fatto che lei gli ha ‘soffiato’ il Nobel per la Pace qualche mese fa. “Non ha abbastanza sostegno”, l’ha liquidata ieri in conferenza stampa. Eppure Machado aveva fatto di tutto per compiacere Trump, ricorda il NYT. Lo aveva definito un “campione della libertà”, sposato le sue accuse sui brogli elettorali negli Stati Uniti ed era arrivata persino a dedicargli il Nobel.

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