lunedì, Ottobre 26, 2026
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Tumore dell’endometrio avanzato: nuove prospettive da TroFuse-005

 AGI – Quando un tumore torna a crescere o continua a progredire nonostante le terapie già ricevute, trovare nuove possibilità di trattamento diventa una sfida essenziale. È in questo scenario che si inserisce TroFuse-005, uno studio internazionale di fase 3 che ha valutato una nuova strategia terapeutica per le pazienti con tumore dell’endometrio avanzato o ricorrente già trattate con chemioterapia e immunoterapia.

I risultati dello studio sono stati presentati in un Presidential Symposium al Congresso ESMO (European Society for Medical Oncology) e sono stati pubblicati parallelamente su The Lancet. Rispetto alla chemioterapia utilizzata come confronto, il trattamento sperimentale ha ridotto del 32% il rischio di mortalità e del 41% quello di progressione della malattia o di mortalità.

Lo studio coordinato da Domenica Lorusso

A guidare lo studio è Domenica Lorusso, global lead investigator di TroFuse-005, lead investigator per ENGOT, la Rete Europea dei Gruppi per i Trial Oncologici Ginecologici, Presidentessa MITO – Multicenter Italian Trials in Ovarian Cancer and Gynecologic Malignancies, Direttrice di Ginecologia Oncologica dell’IRCCS Humanitas San Pio X e professoressa ordinaria di Humanitas University.

Il tumore dell’endometrio, chiamato anche carcinoma endometriale, nasce nel rivestimento interno dell’utero, e in Italia è il quarto tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne.

“In molti casi la malattia può essere trattata con successo – spiega la professoressa Domenica Lorusso -. Ma quando si presenta in fase avanzata o ritorna dopo le prime cure, il trattamento può diventare più complesso e le possibilità terapeutiche si riducono. È proprio in questo passaggio che si inserisce TroFuse-005 per verificare se una strategia diversa, basata su un anticorpo farmaco-coniugato, possa offrire un beneficio alle pazienti la cui malattia è già progredita dopo chemioterapia e immunoterapia”.

Lo studio TroFuse-005: numeri e obiettivi

Lo studio ha coinvolto 776 donne con carcinoma endometriale, la cui malattia era progredita dopo precedenti trattamenti con chemioterapia a base di platino e immunoterapia, somministrate insieme oppure in momenti diversi.

Si tratta di uno studio randomizzato condotto in 242 centri di 31 Paesi. L’obiettivo era valutare se sacituzumab tirumotecan (sac-TMT), un anticorpo farmaco-coniugato diretto contro il recettore Trop2, potesse offrire un beneficio rispetto alle opzioni chemioterapiche normalmente utilizzate in questo contesto.

Come funziona sacituzumab tirumotecan

Sac-TMT è un trattamento sperimentale che appartiene alla classe degli anticorpi farmaco-coniugati (ADC, Antibody-Drug Conjugates), soluzioni terapeutiche avanzate in uso in oncologia che combinano un anticorpo monoclonale con un chemioterapico.

In questo caso specifico, l’anticorpo riconosce e si lega a TROP2, una proteina presente in quantità elevata sulla superficie delle cellule del tumore dell’endometrio. Il riconoscimento di questo bersaglio permette alla terapia di raggiungere e portare all’interno della cellula tumorale il proprio “carico” antitumorale: un inibitore della topoisomerasi I, una sostanza che interferisce con i processi necessari alla replicazione del DNA e che porta alla morte la cellula tumorale.

È questo il principio alla base degli ADC: combinare la capacità di riconoscere un bersaglio con quella di veicolare una potente sostanza antitumorale, creando un’unica struttura biologica capace di svolgere entrambe le funzioni.

I risultati: meno mortalità e più sopravvivenza

All’analisi dei dati, Sac-TMT ha raggiunto entrambi gli obiettivi principali dello studio, mostrando un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante rispetto alla chemioterapia.

Per quanto riguarda la sopravvivenza globale, ha ridotto del 32% il rischio di mortalità, prolungando la sopravvivenza mediana di 7 mesi (19 mesi contro 12).

Ha inoltre ridotto del 41% il rischio di progressione della malattia o di morte, prolungando di 3,3 mesi la sopravvivenza libera da progressione mediana, pari a 7,2 mesi contro i 3,9 mesi registrati con la chemioterapia.

Anche il principale obiettivo secondario, il tasso di risposta obiettiva, è stato raggiunto: la percentuale di pazienti in cui il tumore si è ridotto è raddoppiata, passando dal 17% con la chemioterapia al 35% con Sac-TMT, con risposte anche più durature.

Prospettive future per le pazienti

Il farmaco ad oggi non è ancora disponibile per questa indicazione e i risultati dovranno essere sottoposti alla valutazione delle autorità regolatorie prima di poter diventare una nuova opzione terapeutica disponibile per le pazienti.

“Per le donne con tumore dell’endometrio avanzato o ricorrente, la cui malattia continua a progredire nonostante il trattamento con chemioterapia e immunoterapia, è importante trovare nuove possibilità di cura. I dati di TroFuse-005 delineano nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche per queste pazienti, per le quali le opzioni di trattamento sono limitate”, conclude la professoressa Lorusso.

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