mercoledì, Giugno 3, 2026
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Ue: “Ingiustificate le tariffe Usa sui prodotti da lavoro forzato”

AGI – “Sono ingiustificate le tariffe Usa” basate sul lavoro forzato. Lo afferma il portavoce della Commissione Olof Gill riferendosi alla decisione dell’amministrazione Trump di innalzare i dazi contro quei paesi che sfruttano il lavoro forzato.

Gill, ingiustificate le tariffe Usa

“Come abbiamo già affermato in passato, un accordo è un accordo. Dal lato europeo, siamo sulla buona strada per garantire l’attuazione degli impegni tariffari previsti dalla Dichiarazione congiunta entro la fine di giugno. – ha proseguito il portavoce – Ci aspettiamo che gli Stati Uniti rispettino pienamente i termini della Dichiarazione congiunta, e la Commissione continuerà a garantire che gli interessi dell’Unione europea siano pienamente tutelati”.
Sul punto sollevato da Donald Trump, Gill precisa: “come abbiamo ribadito costantemente durante tutto il processo, l’Unione europea condivide pienamente le preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo al lavoro forzato e rimane pienamente impegnata a eliminarlo dalle catene globali del valore attraverso azioni concrete”.
“Nel 2024, infatti, i colegislatori dell’UE hanno adottato il Regolamento sul lavoro forzato, uno degli strumenti più ambiziosi al mondo nel suo genere. Esso introduce il divieto di immettere sul mercato dell’UE qualsiasi prodotto realizzato con lavoro forzato, indipendentemente dal fatto che provenga dall’UE o da un Paese terzo” ha concluso. 

La proposta USA

Ieri il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti aveva proposto nuove tariffe doganali per 60 paesi, accusati di non aver agito contro il lavoro forzato, nell’ambito del tentativo dell’amministrazione Trump di rilanciare la propria politica tariffaria dopo le battute d’arresto legali. I dazi proposti variano dal 10% al 12,5%, secondo un documento governativo, e saranno sottoposte a un periodo di consultazione pubblica prima di una decisione definitiva. La mossa arriva a pochi mesi dall’avvio di indagini da parte di Washington nei confronti di partner commerciali come Cina, Unione Europea e Giappone, concentrandosi sull’adozione o meno di misure contro l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato e se ciò avesse avuto un impatto sul commercio statunitense. Secondo l’Ustr 54 dei paesi sotto la lente di ingrandimento “non sono riusciti a imporre e a far rispettare efficacemente il divieto di importazione di merci prodotte con il lavoro forzato”.

L’elenco dei Paesi nella lista americana

Questo gruppo di Paesi comprende Cina, Vietnam, Taiwan e Regno Unito. Altri sei paesi – Canada, Ecuador, Unione Europea, Indonesia, Messico e Pakistan – non sono stati ritenuti in grado di applicare efficacemente tali divieti. “L’incapacità dei nostri più importanti partner commerciali di affrontare il problema dell’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato è inaccettabile”, ha dichiarato in un comunicato Jamieson Greer, rappresentante al commercio degli Stati Uniti (Ustr). “Questo crea una situazione in cui i lavoratori americani sono costretti a competere a livello globale in condizioni di disparità”, ha aggiunto. Tuttavia, i dazi proposti prevedono diverse esenzioni, come per la carne bovina, il caffè e alcuni tipi di frutta secca. 

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